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Volontariato, donne più generose degli uomini

Ricerca della Fondazione Volontariato e Partecipazione: le donne trascorrono più ore settimanali rispetto ai volontari maschi, con una media 18,9 ore contro 15,4. Patriarca: opera che vale doppio perché il percorso per l'impegno civile e sociale è denso di ostacoli

04 marzo 2016

FIRENZE – In Italia le donne dedicano più tempo per gli altri rispetto agli uomini. I dati emergono da un approfondimento della Fondazione Volontariato e Partecipazione che ha analizzato i dati forniti dall'Indagine Istat sugli Aspetti della Vita Quotidiana. "Nonostante le fatiche, sia nella vita privata sia in quella lavorativa, che nel nostro Paese vivono quotidianamente le donne - spiega il presidente del Centro Nazionale per il Volontariato Edoardo Patriarca - i dati ci raccontano di una loro forte dedizione al volontariato. Un'opera che vale doppio proprio perché il percorso per l'impegno civile e sociale delle donne è ancora oggi denso di ostacoli". "Le donne - aggiunge il presidente della Fondazione Volontariato e Partecipazione Alessandro Bianchini- dedicano al volontariato un livello di impegno superiore a quello degli uomini. E' un indizio consistente di un interesse particolarmente vivo".

Se da un lato le donne in genere hanno una minor propensione ad aderire ad organizzazioni di volontariato, dall'altro quelle che compiono tale scelta evidenziano livelli di impegno (misurati in termini di ore settimanali dedicate a tali attività) superiori a quelli dei volontari maschi, con una media 18,9 ore contro 15,4 dei secondi. Poiché fare volontariato presuppone una certa disponibilità di tempo, è opportuno sottolineare il confronto a parità di ore che uomini e donne dedicano (settimanalmente) al lavoro e alla famiglia. Come è noto, gli uomini occupati lavorano in media per più ore rispetto alle donne, ma il bilancio tende a riequilibrarsi prendendo in considerazione anche le attività domestiche (dove i primi risultano spesso “latitanti”). 

Secondo la Fondazione Volontariato e Partecipazione, le donne sono anche penalizzate all'interno delle organizzazioni, trovandosi in posizioni di minor prestigio e contenuto professionale. Lo “scettro del comando” continua ad essere soprattutto appannaggio degli uomini. Inoltre, in merito alle motivazioni dello svolgimento delle attività di volontariato, le risposte selezionate con maggior frequenza, dalle donne come dagli uomini, sono "per fede nella causa sostenuta dal gruppo/associazione", "per dare un contributo alla comunità, all'ambiente", "per motivi religiosi". A differenza degli uomini, tuttavia, le donne evidenziano anche una certa attenzione per motivazioni legate alla sfera lavorativa, quali "per occasioni di crescita professionale e per cercare opportunità di lavoro" e "ho acquisito competenze utili per il lavoro"; in questi casi, infatti, la proporzione fra i sessi è decisamente favorevole alle seconde (su tre volontari che hanno scelto "per crescita professionale ed opportunità di lavoro", due sono donne ed uno è uomo).

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