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Offrire un caffè ad una casa famiglia. Così CasaBlu fa rete e ottiene fondi

L’iniziativa “Un caffè per una casa famiglia” prende spunto dalla tradizione napoletana di lasciare al bar un caffè pagato per una persona che non può permetterselo. In questo caso il caffè offerto si trasforma in donazione per Casablu

06 marzo 2016

ROMA - CasaBlu, gestita dalla cooperativa sociale Spes contra Spem, si occupa di disabili gravi e come tante realtà sociali si ingegna per raccogliere fondi necessari al mantenimento della sua struttura. Nasce così l’iniziativa “Un caffè per una casa famiglia” che nell’arco arco di 3 mesi permette a CasaBlu di farsi conoscere e di raccogliere fondi.

Caffé per casa famiglia - Donna carrozzina prende caffé

 

 

 

 

 

 

«Le persone devono essere incentivate a conoscere questo posto. L’idea è quella di trasformare un’azione semplice come offrire un caffè- spiga Stefano Salvi, responsabile comunicazione e raccolta fondi di CasaBlu- in un momento di conoscenza di una realtà del territorio che in teoria riguarda tutti quanti».

Caffé per casa famiglia - Donna alla cassa del bar

L’iniziativa, alla sua seconda edizione, dura 3 mesi e terminerà il 10 marzo. Per ora ha raccolto circa 1000 caffè per un totale di 899.00 euro, circa 300 caffè in più rispetto all’anno scorso. “Un caffè per CasaBlu” permette a qualsiasi cittadino di diventarne testimonial coinvolgendo il suo bar di zona a partecipare alla raccolta di solidarietà.

Sarà dunque il barista a parlare del progetto ai suoi clienti e a registrare con lo scontrino fiscale le loro donazione del valore di un caffè per poi girarle a Spes contra Spem.

I bar che hanno aderito sono circa 15, principalmente nel III municipio, e tra loro è scattata una competizione giocosa vitalizzata dalla pubblicazione settimanale di una vera e propria classifica dei bar in cui sono stati donati più caffè.Al termine dell’iniziativa il bar vincitore verrà premiato con un soggiorno per due persone in un agriturismo.

Caffé per casa famiglia - la classifica dei bar


CasaBlu, nata nel 2000 nel quartiere di Nuovo Salario, è una struttura residenziale che ospita 12 disabili, con gravi ritardi cognitivi e con difficoltà fisiche, dai 30 fino ai 64 anni
. E’ gestita da due responsabili e vi lavorano 18 operatori oltre a numerosi volontari. La raccolta fondi permettere a CasaBlu di farsi conoscere e di creare nuove collaborazioni, sono diverse le persone che da un caffè donato sono diventate volontarie nella struttura, ma è anche necessaria per affrontare le spese ordinarie. I caffè donati si trasformano in assistenza, cure e attività ricreative per gli ospiti.

Gli ospiti della casa famiglia sono stati segnalati dall’asl e versano la pensione di accompagno al Comune che poi restituisce a CasaBlu una retta mensile. Per una struttura aperta 24 ore al giorno le spese sono molte. «Il costo dell’operatore in turno è quello maggiore, inoltre c’è tutto quello che riguarda la gestione economica della casa: luce, gas, cena e pranzo.- racconta Mariangela Rando, responsabile e coordinatrice di CasaBlu- I nostri utenti hanno anche spese straordinarie e lì spesso devono intervenire i familiari». «Cerchiamo sempre- conclude Stefano Salvi- di far vedere la verità, qua dentro c’è gente che ride e scherza e questo si rispecchia anche nella raccolta fondi». (Luca Basiliotti)

© Copyright Redattore Sociale

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