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Accoglienza migranti, flop del bando Sprar: “I comuni non rispondono"

Su diecimila posti previsti, gli enti locali ne assicurano solo la metà. Perego (Migrantes): “Situazione scandalosa, così si favoriscono le nuove mafie e si sprecano risorse”. Il bando è scaduto il 14 febbraio scorso, dopo essere stato prorogato di un mese. Ad oggi il 70% dei migranti accolto in un Cas

10 marzo 2016

ROMA – Il 14 febbraio scorso si è chiuso il bando Sprar 2016/2017 per l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale nei comuni italiani, ma l’esito non è stato dei migliori: su diecimila posti previsti dal ministero dell’Interno, infatti, i comuni ne hanno messi a disposizione circa cinquemila, la metà di quelli necessari. Anche se la graduatoria finale non è ancora stata resa nota dal Dipartimento libertà civili e immigrazione, questi numeri sono ben conosciuti da chi si -occupa di tutela dei migranti, come monsignor Giancarlo Perego, direttore della fondazione Migrantes, che non esita a parlare di una “situazione scandalosa”. 

“I comuni italiani, ancora una volta, hanno deciso di non rispondere alla chiamata, di non assicurare un’ accoglienza diffusa su tutto il territorio nazionale. E’ il segno grave dell’incapacità del Sistema Sprar di poter contare sugli enti locali per costruire una rete che riesca a far superare un sistema basato sui centri di accoglienza straordinaria (Cas, ndr) – spiega Perego a Redattore sociale. - Abbiamo sempre sottolineato l’esigenza di andare verso un sistema unico, che è appunto quello dello Sprar, anche nel caso dei minori stranieri, ma le risposte degli enti locali non possono essere queste”.

Secondo Perego la reticenza dei comuni è legata essenzialmente a ragioni propagandistiche. “Hanno paura di perdere voti o pensano così di guadagnarne – aggiunge – persiste una lettura ideologica del tema che però, nei fatti, sta indebolendo il sistema unico di accoglienza a favore delle nuove mafie. Tutto ciò comporta uno spreco riscorse altissimo, mentre con queste stesse risorse i comuni potrebbero assicurare più mediatori culturali e più servizi che andrebbero a beneficio della realtà sociale di tutto il territorio”.

Il bando Sprar era stato pubblicato ad agosto. Inizialmente la scadenza era il 14 gennaio 2016, si era poi deciso di prorogarlo fino a metà febbraio. Secondo i dati del ministero dell’Interno, sono circa 100mila i migranti accolti in Italia: di questi il 70 per cento è ospitato in un centro di accoglienza straordinaria (Cas), mentre  solo il 21,7 per cento negli Sprar (circa 22 mila posti). (ec)

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Tag: accoglienza, Sprar

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