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31/05/2016

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L’ospedale che cura con omeopatia e agopuntura, 23 mila prestazioni in 5 anni

Punto di riferimento regionale e nazionale, il centro ospedaliero di Pitigliano (Grosseto) affianca alla medicina tradizionale quella complementare. In 5 anni di sperimentazione oltre 1000 pazienti hanno avuto accesso al programma

11 marzo 2016

FIRENZE – A Pitigliano (Grosseto) c’è un ospedale dove, accanto alla medicina tradizionale, si usano i metodi della medicina complementare. Il Centro ha avviato la propria attività nel 2011, con la nomina dei responsabili di branca in agopuntura e omeopatia, affiancati da un gruppo di medici esperti, coordinati dalla dottoressa Simonetta Bernardini, in qualità di responsabile del progetto. Al suo interno, l'omeopatia e l'agopuntura vengono praticate insieme alla medicina tradizionale, sulla base di "un approccio interdisciplinare, diagnostico e terapeutico, finalizzato alla scelta terapeutica più appropriata ed efficace in termini di qualità della vita, benessere e salute", si legge nel progetto per la realizzazione del Centro. I degenti ricoverati a Pitigliano e al Centro di riabilitazione di Manciano, infatti, in accordo con i medici ospedalieri che li seguono, possono decidere se fare solo la terapia tradizionale o integrarla con le medicine complementari, nella cura delle patologie indicate nel progetto regionale. Più del 90% dei pazienti ricoverati ha accettato le cure integrate.

In cinque anni di sperimentazione, sono state erogate oltre 23 mila prestazioni di agopuntura e omeopatia, mentre sono oltre 1000 i pazienti ricoverati all'ospedale di Pitigliano e al Centro di riabilitazione di Manciano che hanno avuto accesso alle medicine complementari integrate con le terapie "tradizionali". In questo modo, la medicina integrata viene sperimentata – non in senso farmacologico, ma di approccio terapeutico - nel trattamento di alcuni tipi di patologie o per contrastarne gli effetti: ad esempio, il dolore cronico nel caso delle cure palliative, delle malattie reumatiche croniche, negli esiti di traumi e di ictus e nella riabilitazione ortopedica e neurologica; la psoriasi e le dermatiti allergiche; gli effetti collaterali della chemioterapia; l'asma e l'insufficienza respiratoria. Tutto questo, nella piena disponibilità per i cittadini, dal momento che viene la medicina integrata viene praticata in una struttura pubblica.

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