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Medicina complementare, Saccardi: “A Pitigliano il punto di riferimento della Regione”

L’assessore alla sanità in visita al primo centro pubblico in Italia, riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Il nostro impegno è rilanciare il progetto a tutto campo

11 marzo 2016

FIRENZE - "Fare del centro di medicina integrata di Pitigliano un riferimento regionale per la medicina complementare. Il centro di Pitigliano ha tutte le carte in regola per diventarlo. Stiamo parlando del primo centro pubblico in Italia, riconosciuto a livello nazionale e internazionale, all'interno del quale le terapie complementari vengono affiancate a quelle tradizionali anche per i pazienti ricoverati che decidono di effettuare queste cure; dove i cittadini residenti in Toscana possono usufruire di questi trattamenti terapeutici dietro il pagamento di un ticket; dove già lavorano professionisti affermati e di altissimo livello. Il nostro impegno, quindi, è di rilanciare il progetto a tutto campo, valorizzando ulteriormente le professionalità che ci lavorano e dando al contempo un nuovo input a tutto l'ospedale e alle attività che vi vengono svolte”.

Così l'assessore Saccardi che in mattinata si è recata a Pitigliano, accompagnata dal direttore generale della Asl Toscana sud-est Enrico Desideri e dal capogruppo PD in consiglio regionale, Leonardo Marras, per visitare quella che è la prima struttura ospedaliera pubblica a livello nazionale nella quale alla medicina tradizionale si affianca anche la medicina complementare, nella cura di alcune importanti patologie.

"Un altro aspetto che mi preme sottolineare – ha aggiunto Saccardi - è che non è vero che la riforma socio-sanitaria penalizza i piccoli centri, perché dove si può puntare sull'eccellenza, come a Pitigliano, questo diventa un traino per tutto l'ospedale. Il centro può contribuire a incentivare e stabilizzare anche il personale della branca tradizionale, motivandolo a lavorare qui e a restarci. Ci diamo appuntamento tra due mesi - ha concluso l'assessore, rivolta ai sindaci della zona e allo staff del Centro - per verificare i risultati di questo impegno che mi sono formalmente presa davanti a voi. Con un appello ai sindaci: quello di assumersi la responsabilità di lavorare per l'unificazione delle zone distretto, in modo da avere una vera integrazione socio-sanitaria, come prevede la nuova legge di riordino del settore".

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