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I tre anni di papa Francesco: ripartire dai poveri e costruire ponti

L'analisi di Gianni Bottalico (Acli): in questi tre anni di pontificato ha saputo parlare alla Chiesa e al mondo con semplicità disarmante, dicendo delle cose cruciali per la nostra epoca

12 marzo 2016

ROMA - "In questi tre anni di pontificato Papa Francesco ha saputo parlare alla Chiesa e al mondo con semplicità disarmante, dicendo delle cose importanti, cruciali per la nostra epoca, facendosi capire da tutti. Lo stile di sobrietà è parte del suo messaggio perché trasmette una opzione privilegiata per i poveri". Così Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, alla vigilia del terzo anniversario dell'elezione di Papa Francesco che ricorre domani 13 marzo.

"Il pontefice – prosegue Bottalico - ha messo ripetutamente in guardia contro il pericolo dell'idolatria del denaro. Contano le persone, a cominciare dai più piccoli, conta la fraternità, la carità come testimonianza concreta della fede. Come ha detto alle Acli, quando lo abbiamo incontrato l'anno scorso per il 70° dell'Associazione, è tempo di dare una 'risposta sollecita e vigorosa contro questo sistema economico mondiale dove al centro non ci sono l’uomo e la donna: c’è un idolo, il dio-denaro'. E davanti a questa pseudo-cultura ci ha invitati a realizzare un sogno che vola più in alto in cui ciascun essere umano possa esprimere ed accrescere la dignità della propria vita".

-"Alla Chiesa italiana, - sottolinea il presidente delle Acli - nel suo intervento a Firenze lo scorso novembre, Papa Francesco ha posto il problema dell’inclusione sociale dei poveri come via per il nuovo umanesimo in Gesù Cristo ed ha raccomandato ai cattolici italiani di essere fermento di dialogo, di incontro, di unità nella ricerca del bene comune. Una prospettiva nella quale le Acli si ritrovano pienamente e che sta alla base dei nostri progetti. Il bilancio di questi tre anni è dunque quello di un pontificato che apre alla Speranza. Il papa dice ai fedeli che dobbiamo confidare di più nel Vangelo che esalta i piccoli, gli umili e vuole il riscatto dei poveri. Questa è l’”ecologia sociale” che ci permette di promuovere anche il rispetto dell’ambiente, e che costituisce uno dei motivi ispiratori della sua enciclica Laudato Si’. E questo è un messaggio di speranza per tutta l’umanità. Un messaggio - conclude Bottalico - che il Pontefice rafforza perseguendo la costruzione di ponti e criticando la costruzione di muri. E quindi dando nuovo impulso al cammino ecumenico ed alla pace, al superamento dei numerosi conflitti in corso".

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Tag: immigrati, Povertà, Gianni Bottalico, Acli, Papa Francesco

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