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Firenze, sono mille gli anziani a rischio sfratto

Fotografia del disagio abitativo condotta dal Sunia tra le fasce di popolazione anziana. In molti casi, la condizione di sfratto acuisce le malattie degli inquilini

14 marzo 2016

FIRENZE – Tremila anziani in disagio abitativo, mille a rischio sfratto. E’ la fotografia scattata dal Sunia nella provincia di Firenze. L’indagine del Sunia è stata svolta nell’arco degli ultimi due anni, sottoponendo al campione, a cadenza semestrale, un questionario-intervista. L’indagine ha coinvolto 50 famiglie anziane, direttamente presso gli uffici del Sunia.
La maggior parte del campione prende questa situazione come un fallimento della vita intera. Gli uomini rimpiangono la scelta di essere rimasti in affitto, quando, forse, anni fa potevano acquistare un alloggio, ma hanno preferito aiutare i figli e dare a loro i risparmi di una vita. Purtroppo il 55% delle persone risulta entrare in conflittualità con i figli.

Il campione oggetto dell'indagine denuncia la difficoltà a seguire gli appuntamenti periodici finalizzati al sostegno abitativo. Denunciano soprattutto la difficoltà di raccogliere tutta la documentazione occorrente ogni qualvolta si deve fare un bando per l’alloggio, per il contributo in conto affitto, per avere un sostegno sociale, per la dichiarazione ISEE per risparmiare sul gas, la luce, l’acqua, il telefono, eccetera.
La frase più ricorrente è proprio: “Di qui non me ne vado”. Con un moto di disperazione, non possono nemmeno immaginarsi come potrebbero spostarsi dalla ‘loro’ casa, che per decenni hanno abitato e custodito come fosse la loro. Le famiglie intervistate per il 75% manifestano incredulità al pensiero che qualcuno potesse ritenere possibile spostarli dal proprio quartiere e dai propri riferimenti, e temono le “peripezie” del trasloco che in gran parte dovranno affrontare da soli.

Nel corso degli anni oggetto della nostra indagine, il Sunia ha chiesto alle famiglie campione di cercare di mettere in relazione l’insorgere e l’acutizzarsi di patologie ingenerate dalla logorante attesa e dalle incertezze del giorno dell’esecuzione. Grazie anche alla messa a disposizione di analisi, certificazioni e referti medici è stato constatato, che il chiodo fisso dello status di sfrattato ha senz’altro contribuito all’aggravamento e degenerazione di patologie in essere. Sono, senza dubbio, gli uomini a manifestare le conseguenze più marcate e gravi.

Hanno spiegato Laura Grandi (Sunia Firenze) e Rossano Rossi (Cgil Firenze): “Siamo di fronte a un'emergenza, chiediamo al Comune che si attivi per rimettere in funzione la Commissione sul disagio abitativo che dovrebbe governare gli sfratti e i passaggi tra casa e casa. Chiediamo poi alla Prefettura e alla Corte d'Appello un calendario certo che permetta la graduazione degli sfratti. Infine, facciamo appello alla Regione affinché si faccia uscire l'edilizia pubblica dai vincoli del Patto di Stabilità, e si preveda un finanziamento certo per la stessa edilizia pubblica come nei Paesi europei più evoluti dove la tensione abitativa è minore”.

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