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Cafè del lutto, luoghi dove condividere il dolore ed essere ascoltati

I Cafè attivi sono 6 e sono luoghi informali in cui chi ha perso una persona cara può parlare con chi ha vissuto la stessa esperienza. Il progetto è del Servizio Hospice della Caritas di Bolzano. “Dopo un lutto ci si isola, i Cafè aiutano a rendere il peso della perdita più sopportabile”

24 marzo 2016

BOLZANO - Un luogo protetto in cui chi ha perso una persona cara può confrontarsi con persone che hanno vissuto la stessa esperienza, condividere pensieri e sentimenti o anche semplicemente ascoltare. Sono i Cafè del lutto organizzati, per il secondo anno, dal Servizio Hospice della Caritas di Bolzano, un’idea mutuata da analoghe iniziative presenti nel mondo tedesco e anglosassone. “Si tratta di luoghi informali, in genere strutture già esistenti a cui ci appoggiamo, svincolati dai canoni classici della psicoterapia o dei gruppi di auto aiuto, un luogo che, a volte, può essere anche un caffè in cui il gestore ci mette a disposizione uno spazio riservato in cui viene tutelata la privacy delle persone”, racconta Renato Decarli, referente del Servizio Hospice della Caritas di Bolzano, che forma volontari che assistono le persone nella fase terminale della loro vita (a casa, in Rsa o ricoverate in hospice) e le loro famiglie.

Nessun obbligo, nemmeno di comunicare la presenza, nessun vincolo di orario né cose predefinite da fare. Agli incontri i partecipanti possono parlare e condividere con altri oppure semplicemente ascoltare, bevendo un caffè. “Dopo un lutto le persone tendono a isolarsi, a rimanere chiuse in casa – continua Decarli – Ci vuole coraggio per decidere di partecipare a uno di questi incontri, perché significa esporsi e prendere consapevolezza del bisogno di condividere il proprio dolore con altri”. La presenza di 2 volontari del Servizio Hospice, specificamente formati per i Cafè del lutto, garantisce la comunicazione e lo svolgimento degli incontri. Il numero dei partecipanti è variabile, “si va da 3 o 4 persone a 8, poi c’è chi viene una volta sola e chi lo fa regolarmente – spiega Decarli – Quando le persone tornano per la seconda volta e ci dicono che il peso da insopportabile è diventato vivibile per noi significa aver raggiunto un obiettivo”. Poi c’è anche chi frequentando i Cafè si rende conto di aver bisogno di qualcosa in più, “il vantaggio, in questo caso, è che c’è la consapevolezza di averne bisogno”.

Sono 6 i Cafè del lutto attivi sul territorio: Bolzano, Merano, Bressanone Brunico, Lana, Malles e Castelrotto. Sono aperti a tutte le persone che hanno subito un lutto, anche non recente. “Lo scambio di pensieri e sentimenti nel gruppo può aiutare a condividere il dolore per una persona cara”, dice Günther Rederlechner, responsabile del servizio Hospice della Caritas. Gli incontri si tengono a cadenza quindicinale e durano circa 2 ore, ma non ci sono vincoli di orari e le persone possono andare via prima o arrivare a incontro iniziato. (lp)

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