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Alzheimer, operatori a scuola dai clown per una "buona cura"

Parte da Firenze, come prima esperienza Italia nel suo genere, il percorso formativo aperto a professionisti interessati a specializzarsi nella cura di persone con Alzheimer. Il clown affianca le competenze tecnichei creando le occasioni per sperimentare una “nuova” relazione

25 marzo 2016

- FIRENZE - Migliorare la qualità della vita degli operatori nell’ambiente di lavoro e della qualità dell’assistenza che essi sono in grado di offrire ai pazienti con Alzheimer, il tutto anche attraverso “il fare” del clown. Parte da Firenze, come prima esperienza Italia nel suo genere, il percorso formativo aperto a professionisti interessati a specializzarsi nella cura di persone con Alzheimer o altre forme di demenza: psicologi, infermieri, operatori sociosanitari, educatori/animatori, fisioterapisti.

A condurre il corso saranno Sandro Picchianti clown professionista e il dott. Manlio Matera, presidente Aima Firenze (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer) ideatore e organizzatore. Lo stage si propone di trasmettere ai partecipanti le competenze tecniche e relazionali necessarie per la "buona cura" di persone anziane non autosufficienti, con particolare attenzione alle condizioni di deficit cognitivo causate dalla demenza. Il clown affianca le competenze tecniche e relazionali creando le occasioni nelle quali sperimentare una “nuova” relazione, libera da paure e difese, consapevole e partecipativa, facilitando il cambiamento.  “Un'esperienza tanto unica quanto innovativa – afferma Manlio Matera Presidene Aima Firenze – perché il clowning, proposto come attività formativa esperienziale,  è particolarmente aderente alle specifiche qualità che devono essere possedute dagli operatori che assistono malati di Alzheimer”.

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