:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Siriani sposi a Idomeni: il primo matrimonio nel campo profughi

Saher e Roquia hanno deciso di sposarsi in mezzo alle tende del campo informale al confine con tra Grecia e Macedonia: “Volevamo aspettare di arrivare in Germania, ma non sappiamo quando si riapriranno i confini”. Vestito nuziale regalato da una fabbrica di abiti da sposa

09 maggio 2016

ROMA – Nonostante le condizioni siano sempre più critiche, per il sovraffollamento e le precarie condizioni igieniche, a Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, i profughi tentano di restituire al quotidiano una parvenza di normalità. E così nei giorni scorsi, all’interno del campo si è svolto anche il primo matrimonio. Protagonisti di questa storia di speranza raccontata dalla Bbc sono due ragazzi siriani, Saher e Roquia.

Sposi siriani

Nelle intenzioni iniziali, avrebbero voluto aspettare di raggiungere la Germania per diventare marito e moglie. Ma, fermi da settimane al confine con la Macedonia, si sono resi conto che l’impresa potrebbe anche richiedere molti mesi, e così hanno deciso di spostarsi proprio lì dove il tempo è sospeso. “I confini potrebbero riaprirsi in qualunque momento, ma non c’è certezza – racconta Saher – e così ci siamo detti: perché non sposarci adesso? Sono felice per il matrimonio, ma anche triste per questa situazione”.

La notizia dei preparativi del matrimonio si è diffusa velocemente, e così una fabbrica di abiti da sposa, che sorge vicino alla località di Idomeni, ha deciso di regalare il vestito nuziale a Roquia. Una volta trovato anche l’abito bianco, lo sposalizio si è svolto tra le danze e la musica, trasmessa a tutto volume dai cellulari e dai piccoli altoparlanti degli ospiti del campo. I volontari hanno portato piccole lampade e petali di rosa per creare l’atmosfera. “I miei genitori sono ancora in Siria e non possono essere qui con me – ha aggiunto lo sposo - questo mi rende molto triste. Ma la gente di Idomeni ora è la mia famiglia".

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa