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Ballerini disabili danzano insieme agli artisti della Scala di Milano

Lo spettacolo si intitola "treD_design, danza, disability" e a metterlo in scena è la compagnia "Dreamtime". Appuntamento dal 23 al 25 maggio al Teatro dell'Arte della Triennale di Milano. "Di per sé per noi non esiste la disabilità. Ciascuno è unico e nessuno può dirsi normale"

20 maggio 2016

I ballerini della compagnia "Dreamtime"
La compagnia "Dreamtime"

MILANO - Le braccia forti tese e le grandi mani aperte di Paolo sembrano guidare magneticamente Elisa, che volteggia intorno alla sua carrozzina. Paolo ed Elisa sono due dei protagonisti di "treD_design, danza, disability", spettacolo in cui danzano insieme ballerini disabili e non, con la partecipazione di alcuni degli artisti della Scala di Milano.  "È uno spettacolo visionario, diamo l'abilità del corpo a tutti, mostrando un gruppo di persone che danzano insieme", spiega Paola Banone, fondatrice e presidente dell'associazione culturale Viaggiatori dell'Anima, che ha dato vita alla "Compagnia Dreamtime". Sul palco salirà anche Anna Maria Prina, per trent'anni direttrice della scuola di ballo della Scala. "Ho scoperto Dreamtime nel 2011 -racconta-. Sentivo il desiderio di esplorare e imparare. Questo spettacolo è il risultato di un processo di ricerca improvvisativa e di studio con corpi differenti". Hanno accettato la sfida di un nuovo modo di concepire la danza tre ballerini scaligeri, tutti allievi di madame Prina: Emanuela Montanari, Christian Fagetti e Stefania Ballone, che cura anche la coreografia. "treD" andrà in scena dal 23 al 25 maggio al Teatro dell'Arte della Triennale di Milano, appuntamento che rientra nel ricco calendario di eventi della XXI Esposizione Internazionale del 2016 dal titolo “21st century. Design after Design” ed è unico nel suo genere. 

La compagnia "Dreamtime" 2

"Solo qualche anno fa sarebbe stato impensabile presentare in scena uno spettacolo simile -aggiunge Paola Banone-, ma ci piace inseguire i sogni, raggiungerli e realizzarli. Il nostro metodo è tirare fuori il meglio delle persone usando tutti gli strumenti dell'arte terapia, tra cui la musica e la danza. Di per sé per noi non esiste la disabilità. Ciascuno è unico e nessuno può dirsi normale". "Ho scoperto la danza un anno fa grazie ad un amico -racconta Massimo, 39 anni-. Vivevo un momento difficile, avevo bisogno di uno sprone, sono venuto e ho cominciato. Ora posso dire di avere più consapevolezza del mio corpo, più agilità, sono più aperto con gli altri, non ho più attacchi di panico".  

In “treD”_Design Danza Disability la scenografia minimalista è disegnata da Elisa Ossino con la ricerca fotografica di Franco Covi. Il racconto tecno-visivo è curato da Stefano Roveda.  La supervisione registica è affidata a Michela Lucenti, direttore di balletto civile. (dp)

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