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Legge sul Dopo di noi, quel “brutto articolo sull'allontanamento coatto”

Sono state presentate quattro proposte di modifica, ma tutte sono state rifiutate. Invariato quindi l'articolo 4 comma 1 lettera b) sulla permanenza temporanea in una soluzione extrafamiliare in situazioni di emergenza. Bonanno: “Domani il senato corregga l'articolo, o la legge sarà occasione persa”

24 maggio 2016

ROMA – Erano stati presentati quattro emendamenti, ma sono stati tutti rifiutati perché contrari al pareggio di bilancio. Così l'articolo 4 comma 1 punto b) della legge sul “dopo di noi” resta invariato: prevede “interventi per la permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamiliare per far fronte ad eventuali situazioni di emergenza”. E, così com'è, non piace affatto a molti caregiver familiari. A loro nome parla Chiara Bonanno, mamma di una ragazzo gravemente disabile, che ha seguito con attenzione e apprensione tutto l'iter normativo. “Con questo articolo – ci spiega - la necessità assistenziale di una persona disabile sarà considerata un reato, da punire con l'allontanamento coatto e la reclusione. Diverse forze politiche avevano chiesto di cambiare proprio quel paragrafo anche a seguito delle nostre segnalazioni – riferisce Bonanno – Ma pare che quel comma sia proprio intoccabile, perché riguarda tutte le persone con disabilità”.

Replica la deputata Ileana Argentin che “la legge si riferisce solo a persone con grave disabilità prive del sostegno familiare”, ma l'obiezione non convince affatto Bonanno: “il testo emendato dell'articolo 1 estende chiaramente la platea, parlando anche di coloro che hanno i genitori ancora in vita. La legge autorizza quindi l'allontanamento coatto della persona con grave disabilità e in condizioni di emergenza assistenziale. Incentivando così il ricovero in struttura. L'intervento istituzionale nell'emergenza assistenziale al di fuori della propria casa sta quindi per diventare legge dello Stato, privando la persona con disabilità del proprio diritto inalienabile a non essere segregata. Indicativo il fatto – osserva Bonanno - che i pochi emendamenti proposti per cambiare quell'articolo abbiano avuto parere contrario ai sensi dell'art. 81 della Costituzione, ovvero la modifica costituzionale introdotta dal Governo Monti sul vincolo di pareggio di bilancio. Quindi l'emergenza assistenziale della persona con disabilità per il governo è sottoposta al vincolo di bilancio! E questo è di una gravità assoluta – spiega Bonanno – visto che si afferma che l'emergenza assistenziale deve essere affrontata solo attraverso l'istituzionalizzazione perché non è economicamente sostenibile a domicilio! Eppure tutti sanno che i costi negli Istituti sono molto più alti a fronte di servizi ed assistenza minimi e spesso di scarsa qualità”. Ora, Bonanno non ha ancora perso la speranza: “il provvedimento andrà domani in aula al Senato – conclude – Quell'articolo potrebbe ancora essere corretto, se solo ci fosse la volontà politica. Se così non accadrà, la legge sarà un’occasione persa per le persone e famiglie con disabilità di essere riconosciuti cittadini come tutti gli altri”. (cl)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Legge Dopo di noi, Disabilità, Dopo di noi, Domiciliarità

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