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Il cibo che include: Gambia protagonista a “Cucina sapurita"

Jurra da 27 anni a Palermo presenta il Domodah, il riso con crema d'arachidi. "Il mio sogno è quello di aiutare le donne del mio Paese facendo capire l'importanza di studiare"

31 maggio 2016

I partecipanti al progetto. Al centro Jura in abito tradizionale
Palermo - Progetto 1

PALERMO - Domodath con fave o con pollo tutto immerso in una gustosa crema di arachidi. Con questo piatto tipico, condito dal suo sorriso solare e coinvolgente, Jurra del Gambia ha preparato e presentato, ieri sera presso il centro Polifunzionale Moltivolti, la sua ricetta tradizionale. L'iniziativa è stata il quarto incontro del progetto di integrazione interculturale "Cucina sapurita di Acf Sicilia (Associazione Comunità e Famiglia).- In particolare, è stato portato avanti una sorta di laboratorio interculturale finalizzato a favorire percorsi di dialogo fra le diverse comunità etniche presenti a Palermo, a partire dallo scambio e dalla condivisione di piatti tradizionali dei vari Paesi d’origine. Protagonista attivo è un gruppo di migranti che prepara le portate simbolo di ogni comunità, condividendone anche la storia, i valori e i significati culturali che ci stanno dietro. I partecipanti provengono da Tunisia, Bangladesh, Gambia ed Afghanistan. Durante gli incontri laboratoriali, di volta in volta, ogni partecipante dopo avere cucinato, ha insegnato agli altri compagni di corso, una pietanza tipica della propria terra.

A cucinare il suo piatto gambiano questa volta è stata Jurra, 45 anni sposata con un compagno che fa il pasticcere, con 4 figli e da 27 anni a Palermo. "All'inizio non è stato facile per me integrarmi ma oggi posso dire di essere molto contenta di vivere a Palermo dove ho tanti amici italiani e stranieri - dice Jurra -. Ho sempre fatto tanti piccoli lavori. La piccola città del mio Paese è sempre nel mio cuore. Il mio sogno è quello di potermi dedicare un giorno alle donne in difficoltà del mio Paese facendo capire quanto è importante imparare a leggere e scrivere. Palermo mi piace molto perché ho molti amici e diciamo tanti figli adottivi. In questo momento che non lavoro vorrei andare a scuola per migliorare la lingua italiana soprattutto la lettura e la scrittura per potere organizzare dei lavoretti con i bambini che mi piacciono moltissimo". Jurra che è arrivata a Palermo in maniera regolare quando il marito ha avuto il suo primo contratto di lavoro, spende una parola a favore di tutti i suoi connazionali che arrivano in Italia dalla Libia. "In questo momento a tutte le famiglie del mio Paese che vivono di agricoltura e che vendono i terreni per fare affrontare ai loro figli il pericoloso viaggio in Italia dico di non rischiare la vita. Dobbiamo cercare, attraverso l'aiuto di tutti, di cambiare il modo di arrivare in Italia senza dovere morire". 

La preparazione del piatto
Palermo - Progetto 2

Il progetto è stato realizzato dal nodo di Palermo dell’associazione Mondo Comunità e Famiglia, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali all’interno del più ampio programma nazionale di Mcf “Semi di comunità”. L'obiettivo finale del progetto è quello di creare le condizioni per l’inserimento socio-lavorativo dei migranti attraverso la valorizzazione e lo scambio delle proprie radici culturali, a partire dalla tavola. "L'augurio più grande è quello che presto - dice Nino Spitalieri, presidente di ACf Sicilia - questi laboratori possano gettare le basi anche per un loro futuro lavorativo. Sicuramente il progetto per tutti noi continua ad essere un successo dal punto di vista relazionale e interculturale. Con questo progetto stiamo cercando, anche nel nostro piccolo, di dare il nostro contributo al tema dell'immigrazione, ben consapevoli che oggi l'immigrato va accolto principalmente come persona portatrice di storia e di diritti che deve essere messa nelle condizioni di esprimere qualità e competenze specifiche. Non esistono alternative all'accoglienza e anche questo è il nostro modo di esprimerla".

L'Associazione Mondo di Comunità e Famiglia (MCF) coinvolge  più di 600 famiglie suddivise in nodi territoriali per un totale di 35 Comunità di Famiglie sul territorio nazionale e una quarantina di gruppi di persone esterne ma ad esse vicine.   L’associazione con la propria attività sostiene il cammino delle persone, delle famiglie e delle comunità che, valorizzando le proprie diversità, cercano luoghi significativi di alleanza, solidarietà, fiducia, condivisione, sobrietà, responsabilità, apertura e accoglienza. Il nodo di Mcf è composto dalle realtà locali - condomini solidali, gruppi di condivisione e associazioni regionali - che fanno riferimento al Mondo di Comunità e Famiglia nazionale.

Associazione Comunità e Famiglia (ACF) Sicilia è nata nel marzo 2015 dall’incontro a Palermo di persone e nuclei familiari aderenti ai gruppi di condivisione della rete nazionale di Mondo Comunità e Famiglia, a cui l’associazione aderisce. Comunità e Famiglia Sicilia ha come scopo principale l’auto-promozione della persona e della famiglia, attraverso la creazione di reti di solidarietà inter-familiari di sostegno e mutuo aiuto, al fine anche di accogliere e curare le persone più svantaggiate. Un collante solidale dal basso che, se diffuso, può diventare un’efficace modalità di prevenzione e contrasto del disagio sociale, culturale ed economico delle persone. L’associazione opera attraverso dei gruppi di condivisione, costituiti da famiglie o singoli, in cui si realizza concretamente il percorso di accompagnamento comune, come esperienza di mutuo-aiuto, che nasce dal racconto di sé e dall’ascolto accogliente dell’esperienze degli altri. (set)

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