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All’Osteria dell’Accademia, per assaggiare "i frutti del carcere"

L’osteria proporrà lo street food lombardo (con al bancone e ai fornelli detenuti ed ex reclusi) aprirà i battenti entro fine mese, ma già l’11 giugno si potrà fare qualche assaggio all’evento esposizione delle produzioni carcerarie italiane

07 giugno 2016

MILANO - Proporrà street food lombardo: dal luccio in salsa gonzaga alla mortadella di fegato e caprino. Dietro al bancone e ai fornelli detenuti ed ex reclusi, guidati dallo chef Bruno Ballistreri. “L’osteria dell’Accademia della cultura gastronomica lombarda – Antichi maestri” aprirà i battenti entro la fine di giugno in piazza Vesuvio 15 a Milano. Ma si potrà già fare qualche assaggio a "I Frutti del carcere", evento esposizione delle produzioni carcerarie italiane che si terrà l'11 giugno in piazza Mercanti, dalle 10 alle 18.30, organizzato dall'associazione "Per i diritti". Partecipano 40 espositori: sarà possibile degustare o acquistare pasta fresca, biscotti, frutta e verdura biologica, pane oppure cedere alle tentazioni dello shopping acquistando borse, accessori per l'abbigliamento, bigiotteria o piccoli complementi d'arredo. Nel corso della giornata sono previsti incontri con esperti e operatori per fare il punto sul "sistema carcere": la situazione attuale, i progetti, le valutazioni sull'efficacia e l'efficienza della detenzione.

"Una persona può ricostruirsi soltanto se riesce a tracciare una nuova via per realizzare i suoi sogni - sottolinea lo chef Ballistreri -. E cosa c’è di meglio che scoprire come dalla furbizia o dall'inganno, non vengano i migliori risultati, bensì dalle sorprendenti capacità della stessa persona di apprendere regole e tecniche tipiche di un lavoratore di alto livello?". Nell'Osteria dell'Accademia, promossa dall'associazione di volontariato gli Amici di Zaccheo. Nella cucina si farà anche formazione teorica e pratica e gli studenti saranno sia giovani detenuti in articolo 21 sia ragazzi delle scuole alberghiere e di altri istituti. "La possibilità che un ragazzo del terzo millennio possa apprendere le tecniche dei più antichi mestieri, come norcineria, panetteria, conservazione dei pesci ed altri – spiega Ballistreri - lo aiuta a costruirsi un futuro più sicuro, poiché le competenze e le capacità acquisite affondano saldamente le radice in esperienze secolari". (dp)

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