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San Ferdinando: sale la tensione nella tendopoli. Migranti in strada

Già da ieri sera le centinaia di immigrati che popolano l’accampamento hanno reagito con rabbia. Da stamattina stanno protestando per le vie della città con cori e cartelli. Convocato il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. La procura: “Il quadro che si sta delineando è quello della legittima difesa da parte del militare”

09 giugno 2016

SAN FERDINANDO (Reggio Calabria) - E’ in corso dalle prime ore di oggi una protesta nella tendopoli di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, dove ieri è morto Sekine Traore, un giovane maliano ucciso da un carabiniere nel corso di una lite. Già da ieri sera le centinaia di immigrati che popolano l’accampamento hanno reagito con rabbia e indignazione alla morte di Traore che, come tutti gli altri, era un lavoratore stagionale emigrato in Italia nella speranza di un futuro migliore per se stesso e per la sua famiglia. Allo sconcerto ed al dolore sopravvenuto alla notizia della morte del giovane Traore è subentrata l’amarezza degli africani della tendopoli: “Perché gli hanno sparato? Erano in tanti tra poliziotti e carabinieri, perché non lo hanno bloccato? Lui li aveva aggrediti, ma loro non avevano altra scelta che sparargli addosso? Noi sono siamo animali”. Queste le domande che gli immigrati si stanno ponendo, manifestando anche per le vie della cittadina della piana di Gioia Tauro. Intanto il procuratore della Repubblica di Palmi, Ottavio Sferlazza, ha dichiarato che il carabiniere che ha ferito mortalmente l'immigrato “dovrà essere iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto ma che, il quadro che si delinea - ha sottolineato il magistrato - è di una legittima difesa da parte del militare”.

Finisce in piazza la protesta per la morte di Traore
Migranti. San Ferdinando 1

La protesta in corso da stamane alla tendopoli è animata dai cori e dai cartelli dei lavoratori con su scritto “Italia razzista”. “Non siamo qui per fare la guerra o per fare casini, siamo qui per lavorare e per mangiare. I carabinieri devono venire per mettere pace e non per uccidere” – stanno urlando gli immigrati - “Quello che è accaduto ieri non è giusto. E vogliamo che tutta l'Italia e tutta l'Europa lo sappiano”. Una delegazione di lavoratori è stata convocata dal commissario prefettizio che regge il comune di San Ferdinando, commissariato dal 2014.
- Nella tendopoli sono state ulteriormente rafforzate le misure di vigilanza e sicurezza, l’area infatti è presidiata da decine di poliziotti. Una decisione presa, ieri sera, nel corso di una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocata dal prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, dopo la lite sfociata in tragedia Per stasera, lo stesso prefetto Sammmartino ha convocato un'altra riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica alla quale sono stati invitati a partecipare il presidente della regione Calabria, il sindaco di Rosarno ed il commissario del comune di San Ferdinando.

Gli immigrati protestano davanti al municipio di San Ferdinando
Migranti. San Ferdinando 2

Il sindaco di Rosarno Giuseppe Idà, eletto domenica scorsa, su quanto avvenuto all’accampamento afferma: “Sulla dinamiche dell’accaduto non mi esprimo, ci saranno delle indagini che accerteranno quanto è realmente successo. Però ho il dovere di porre il tema dei migranti ospiti nelle tendopoli di Rosarno e San Ferdinando. Nella campagna elettorale appena conclusa, ho ripetuto più volte che accogliere non significa ammassare in campi abbandonati centinaia di persone.

Migranti. San Ferdinando 3

Non è dignitoso per loro, che vengono in Italia in cerca di un futuro migliore, né per la comunità che li ospita. Questa non è ospitalità e a Rosarno, in alcuni periodi dell’anno, siamo al collasso”. Idà aggiunge: “ Le conseguenze di tutto ciò sono sotto gli occhi di tutti. Il problema è nazionale e noi, da soli, non ce la facciamo. Abbiamo bisogno dell’intervento della Prefettura, del ministro dell’Interno, del governo nazionale affinché Rosarno non sia più considerato uno sgabuzzino dove ammassare la povera gente che scappa dal proprio Paese. Agli agenti intervenuti per sedare la lite va la mia totale solidarietà e li ringrazio per il lavoro che svolgono ogni giorno”. (msc)

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