:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Giornata della lotta alla droga. Fict: “Silenzio assordante su dipendenze”

Così il presidente della Federazione italiana comunità terapeutiche, Luciano Squillaci. Diversi gli eventi e le iniziative organizzate nei 42 centri federati. Squillaci: "Di droga non si parla più, quasi fosse un problema superato o non fosse più un problema"

26 giugno 2016

- ROMA - "Oggi tutta la questione dipendenze sembra non interessare a nessuno, siamo immersi in un silenzio assordante. Di droga non si parla piu'', quasi fosse un problema superato, o molto peggio, non fosse piu'' un problema. E di contro gli ultimi dati della Relazione annuale al parlamento sulle tossicodipendenze ci riportano un costante aumento dell''uso di sostanze ed in particolare tra i giovani". Cosi'' Luciano Squillaci, presidente della Federazione italiana comunita'' terapeutiche (Fict) in occasione della Giornata Internazionale di Lotta alla droga, che si celebra oggi, domenica 26 giugno.

Diversi gli eventi e le iniziative organizzate dalla Fict per la giornata nei 42 centri federati accompagnati dallo slogan: "Educhiamo alla vita… per non rassegnarci!". "In questa giornata vogliamo affermare con decisione il nostro no alladroga - spiega Luciano Squillaci, presidente Fict -, ed abbiamo intenzione di affermarlo ripartendo dai nostri territori, dalle nostre comunita'', ribadendolo con decisione in ogni angolo d''Italia".

Nell''ultima relazione dell''Osservatorio di Lisbona, spiega la Fict, si mette in evidenza il ruolo della cannabis, che primeggia tra i giovani europei. "Circa 16,6 milioni di cittadini Ue 15-34 anni l''ha usata nel 2014, 2 milioni in piu'' rispetto al 2013 - si legge nella nota del Fict -. Nella relazione si legge anche che la cannabis e'' ora responsabile della maggior parte dei trattamenti ai quali i pazienti si sottopongono per la prima volta: in tutta Europa e'' salito da 45 mila nel 2006 a 69 mila nel 2014. Stabile il numero di trattamenti per dipendenza da cocaina. Tra gli stimolanti, non meno preoccupante e'' l''uso tra i cittadini europei di amfetamine. In particolare, l''MDMA sembra non essere piu'' una droga destinata al consumo di nicchia o consumata nelle discoteche, ma utilizzata da un bacino di giovani piu'' ampio in contesti piu'' tradizionali di vita notturna. La ripresa dell''Mdma e'' associata a nuove tecniche di produzione e all''offerta online. Numeri ben piu'' bassi sono quelli relativi al consumo di eroina, anche se resta una delle sostanze stupefacenti piu'' pericolose".

Per Squillaci, di fronte a questi dati "non possiamo non affermare, senza incorrere nell''incoerenza morale, che l''utilizzo della cannabis, cosi'' come di altre sostanze legali ed illegali che creano dipendenza, sia un disvalore - aggiunge -. Tutto il contesto sociale di questi anni sembra ritenere il consumo di sostanze una condotta "condivisa" dalla maggioranza della popolazione, soprattutto giovanile, ed anche le nuove proposte di legge circa la legalizzazione della cannabis, tendono ad andare verso la normalizzazione dell''uso di sostanze. Ci sembra di cogliere in generale, da parte delle istituzioni e della stessa società civile, una sorta di resa che rischia di non tener conto delle necessita'' di tutelare la salute e il benessere dei giovani: un generale disinvestimento, sia di risorse economiche che di proposte educative, che rischia di portare a conseguenze nefaste". Di qui la proposta di un rilancio forte dei temi educativi, spiega Squillaci, "a partire dalle relazioni comunitarie, oggi unica possibile risorsa contro la solitudine figlia dell''individualismo di questa epoca - spiega -. E'' necessario educare alla relazione, educare alla comunita'' ed educare la comunita'' a prendersi cura delle fragilita'' che crea. Promuovere la cultura che mette al centro la persona, la sua "bellezza", la sua straordinaria unicita'' con le sue fragilita'' come arricchimento della societa'' in cui vive: negare questa visione significa negare il nostro futuro, negare il futuro della stessa comunità'".

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa