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Calabria, a rischio chiusura il Centro trapianti di rene

Centosettanta pazienti in lista d’attesa rischiano di dover andare fuori regione con enormi disagi, oltreché con un aggravio di spesa per la sanità locale. I Csv assicurano il loro sostegno per il diritto alle cure e alla vita

19 luglio 2016

- È a rischio chiusura il Centro trapianti di rene della regione Calabria, un territorio dove ci sono circa 170 pazienti in lista d’attesa. A lanciare l’allarme è stata Rachele Celebre, presidente dell’Asit – Associazione sud Italia trapiantati, nell’incontro organizzato dal Csv di Cosenza il 14 luglio a Rende, con associazioni, cittadini e medici. Il pericolo di chiusura del Centro è alto e gravi potrebbero essere le ripercussioni di tale decisione su tutta la cittadinanza calabrese, soprattutto su coloro che saranno costretti a recarsi fuori regione per un trapianto. Questo comporterebbe infatti un aggravio di spesa per il bilancio sanitario regionale, ma soprattutto enormi disagi ai pazienti.

Il problema scaturisce dalla mancanza di donazioni. Nonostante Cosenza sia la prima città in Calabria come numero di persone che hanno deciso di donare, secondo Rita Roberti, nefrologa e vicepresidente Asit, “occorre fare di più perché sono ancora in tanti ad opporsi alla donazione, quasi sempre per mancata informazione o poca conoscenza sull’argomento”.

Per Pasquale Scaramozzino, presidente regionale Aned – Associazione nazionale dializzati e trapiantati, “l’insufficienza renale cronica, in Italia, è la malattia che più cresce in termini percentuali ed è necessario che la politica mostri maggiore attenzione al problema e ascolti il grido di dolore di pazienti e associazioni”.

Molti hanno sottolineato l’importanza di investire maggiore tempo e risorse nel sensibilizzare alla donazione degli organi, soprattutto i più giovani, altri ritengono necessario svegliare le coscienze di tutti affinché battaglie come questa possano essere portate avanti, con consapevolezza, da tutti i cittadini. Dall’incontro è emersa, comunque, la volontà di richiamare l’attenzione delle istituzioni, della politica e dei media sulla questione e di dare il via ad una serie di iniziative per scongiurare la chiusura del Centro trapianti. Gianni Romeo, presidente del Csv ha ribadito il supporto che i Centri di Servizio calabresi daranno all’azione delle associazioni a difesa del territorio e del diritto alle cure e alla vita, come gesto di civiltà e affinché ad essere penalizzate non siano sempre le persone più deboli.

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Tag: Csvnet, Volontariato

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