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Legalizzare la cannabis, il dibattito si accende e divide le associazioni

Il dibattito sulla legalizzazione della Cannabis, avviato nei giorni scorsi nell’Aula della Camera, divide le associazioni che si occupano di contrasto alle dipendenze. Antigone: "Il parlamento alzi la testa e cambi strada". Papa Giovanni XXIII: "Crea dipendenza"

27 luglio 2016

- ROMA - Il dibattito sulla legalizzazione della Cannabis, avviato nei giorni scorsi nell’Aula della Camera dei deputati per la discussione generale (per l’esame del testo, con ritorno in Commissione, bisognerà invece attendere settembre), ha acceso il dibattito politico e diviso le associazioni che si occupano di contrasto alle dipendenze

Forte e compatto è cresciuto il fronte del no, tra associazioni, parlamentari e ministri che si schierano uniti alla Camera contro la proposta di legge. Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, osserva: "Abbiamo sperimentato che la cannabis crea dipendenza soprattutto quando viene utilizzata in giovane eta' e oggi i ragazzini di 11-12 anni fanno uso di droga”. Per Alessandro Meluzzi, psichiatra, ex parlamentare e portavoce della Comunità incontro fondata da don Pierino Gelmini con la cannabis a portata di mano i giovani diventerebbero "zombie”. Per Antonio Tinelli, coordinatore del comitato sociale di San Patrignano legalizzare la cannabis è un'idea "altamente pericolosa dal punto di vista etico, sociale, legale, medico e sanitario. Un pericolo enorme per l'Italia e per le future generazioni”. Antonio Boschini, della stessa comunità, ricorda che “il 99% di persone che abbiamo avuto e abbiamo oggi in trattamento hanno avuto il primo contatto con la cannabis”.

Ma c’è anche chi sottolinea gli aspetti positivi del testo in discussione. Per il Cnca - Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza il testo rappresenta “un primo passo per rimettere in discussione un approccio che,  rispetto  alle sostanze e agli stili di vita e di consumo problematici (alcol, azzardo, dipendenza da internet etc), consente di superare l’orientamento penale”. Una “occasione per il rilancio di percorsi importanti di prevenzione, intervento territoriale e di riduzione del danno”. Per Antigone "le droghe non sono da trattare tutte allo stesso modo: in maniera disinformata, ideologica e approssimativa. Sono una diversa dall’altra. È necessario informare correttamente circa i rischi dell’uso e dell’abuso. I nostri ragazzi vanno educati, sostenuti, protetti, informati. Non serve perseguitarli e incarcerarli".  "Regolamentazione fondamentale" per il  responsabile della comunità Arcobaleno di Capodarco, Riccardo Sollini. "Ma non è l’unica risposta: bisogna rafforzare la prevenzione e intervenire sul mondo delle dipendenze staccandolo da scelte ideologiche".

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Tag: cannabis terapeutica, Comunità Papa Giovanni XXIII, Droghe, Cnca, Antigone, Cannabis

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