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Taranto, rischio chiusura per il progetto di inserimento degli studenti disabili

Si chiama “W la mia scuola in rete” ed ha permesso la realizzazione di specifici percorsi formativi per 21 ragazzi con sindrome di Down, autismo e disabilità intellettiva. Realizzato grazie all'associazione Amici di Raffaele e al Csv

29 luglio 2016

- TARANTO - Si chiama “W la mia scuola in rete” ed è un progetto che ha permesso la realizzazione di specifici percorsi formativi, dedicati a 21 ragazzi con disabilità, favorendo la loro inclusione all’interno della classe di appartenenza.
Il progetto iniziato nel maggio dello scorso anno e poi sviluppatosi nell’anno scolastico 2015-2016, è stato finanziato dalla Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Volontariato 2013. Complessivamente, insieme all’associazione Amici di Raffaele, capofila del progetto, e con il supporto garantito dal Centro di servizi per il volontariato di Taranto, sono state coinvolte 4 associazioni locali e numerosi istituti scolastici.

Gli obiettivi principali sono stati la formazione e la sensibilizzazione verso la diversità, l’intervento diretto sui 21 studenti individuati e la creazione sul territorio di competenze specifiche che, al fine di sviluppare ed ottimizzare l’intervento sul soggetto disabile, sono state poi condivise e messe in rete.
Erano previsti interventi psicoeducativi per bambini e adolescenti affetti da sindrome di Down, autismo e disabilità intellettiva e servizi di consulenza. Sono stati inoltre attivati corsi di formazione sulla disabilità rivolti ad insegnanti di sostegno, docenti curriculari, nuovi volontari, famiglie ed educatori professionali.
Il percorso formativo ha visto la partecipazione, anche se non in modo continuativo, di circa 150 tra docenti di diverse scuole e operatori del mondo scolastico.

Durante la presentazione degli esiti del progetto, avvenuta nei giorni scorsi, i promotori hanno lanciato anche un allarme sul rischio che questa esperienza non possa essere ripetuta nel prossimo anno scolastico, per la mancanza delle risorse necessarie. “Gli obiettivi raggiunti – ha detto Francesco Riondino, presidente del Csv – vengono illustrati all’Asl e al Comune che dovrebbero occuparsi delle fragilità sul territorio non come momento finale di un progetto, ma come fase iniziale di un percorso che deve essere sostenuto da tutti e portato avanti nel futuro. Un contributo lo daremo anche noi”.

Si è cercato di sollecitare le istituzioni locali a non disperdere il patrimonio che si è creato nel corso dell’anno; l’assessore comunale alla pubblica istruzione, cultura e turismo Mino Ianne è intervenuto dicendo “Ci attiveremo come possibile, nei limiti delle nostre possibilità economiche, perché possa proseguire questa sinergia significativa tra scuola e istituzioni”.

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