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"L’altro scudetto". Il Napoli a Scampia contro il disagio e la devianza giovanile

INCHIESTA. Sono diverse le iniziative sociali della Società Calcio Napoli e riguardano soprattutto i più giovani. È esteso agli oratori di 60 parrocchie cittadine e coinvolge circa 2 mila e 500 ragazzi il progetto dell’Arriap Football Team. Diverse anche le attività a favore dei giovani reclusi di Nisida

05 agosto 2016

- NAPOLI - Ufficialmente non se ne vanta anche sono diverse le iniziative sociali della Società Calcio Napoli e riguardano soprattutto i più giovani. Lo scorso aprile la società ha presentato con il Comune di Napoli il progetto “Fratellanza Italiana Calcio”: un’iniziativa “di contrasto alla devianza della sub cultura sportiva in tutte le sue forme e alla violenza dentro e fuori gli stadi”, che prevede, a partire dal prossimo anno scolastico, l’avvio di attività sociali e sportive nel centro polifunzionale di Scampia dato in comodato d’uso all’associazione “Ciro vive”, intitolata alla memoria del tifoso del Napoli ucciso da un ultrà romanista due anni. Nel centro, che è in fase di ristrutturazione, si terranno attività sportive ma anche corsi per la formazione di pasticcieri, pizzaioli e cuochi, in modo da sottrarre all’emarginazione e al rischio di devianza i ragazzi del territorio.

È esteso invece agli oratori di sessanta parrocchie cittadine e coinvolge circa 2 mila e 500 ragazzi il progetto dell’Arriap Football Team, forse la più grande Associazione Sportiva Dilettantistica d'Italia nata dopo due anni di sperimentazione del programma Tutoring ideato dall’Arcidiocesi di Napoli e realizzato grazie al contributo del Calcio Napoli, dell’Asl Napoli 1 e di sponsor tecnici. Il torneo si tiene in parallelo al campionato di calcio di serie A e vede gareggiare oltre 150 squadre delle parrocchie dell’Arcidiocesi, con la competizione finale a maggio alla presenza sia del cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, che del presidente della Società Calcio Napoli Aurelio De Laurentis.

“Il Torneo – spiega don Rosario Accardo, responsabile della Pastorale dello Sport della Chiesa di Napoli - è nato con l’intento di togliere dalla strada i nostri ragazzi, quelli che non possono partecipare alle scuole calcio private, facendoli giocare ed allenare gratuitamente nelle strutture parrocchiali. Inoltre ogni atleta ha avuto gratuitamente un’assicurazione e una visita medica e va qui ricordato un altro grande risultato umano e sportivo: anche quest’anno un ragazzo è stato salvato, mediante un intervento chirurgico, da un serio problema fisico”. Il campionato, diviso per quattro categorie diverse di età e articolato in mesi di allenamento e oltre seicento gare, coinvolge tutti i quartieri di Napoli e ragazzi molto diversi per provenienza sociale, che si confrontano tra coetanei grazie allo sport.

Diverse infine le attività a favore dei giovani reclusi di Nisida, che la Società Calcio Napoli realizza in collaborazione con associazioni e cooperative sociali. Come quella che nel dicembre scorso ha visto chiudere la cena natalizia di Jorginho, Strinic, Rafael e Pepe Reina con panettoni prodotti nel laboratorio di pasticceria dell’Istituto Penale dei minorenni a Nisida. (ip) 

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Tag: L'altro scudetto, calcio solidale, Napoli, Solidarietà, Sport

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