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Toscana, si potrà diventare operatori socio sanitari col diploma

Gli allievi degli istituti scolastici toscani per "Tecnico dei servizi socio sanitari" potranno avere anche la qualifica di Operatore socio sanitario. Protocollo firmato dall’assessore Saccardi, dall’assessore Grieco e dall’Ufficio scolastico regionale

09 agosto 2016

- FIRENZE - Gli allievi degli istituti scolastici toscani per "Tecnico dei servizi socio sanitari" potranno avere anche la qualifica di Operatore socio sanitario. L'avvio sperimentale di questo percorso formativo aggiuntivo è frutto di un protocollo d'intesa siglato stamani in Palazzo Strozzi Sacrati tra Regione Toscana e Ufficio scolastico regionale. Il protocollo, che avrà durata triennale, è stato firmato per la Regione dall'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi e dall'assessore all'istruzione, formazione e lavoro Cristina Grieco; per l'Ufficio scolastico regionale, dal direttore generale Domenico Petruzzo.

Gli istituti scolastici toscani che ne faranno richiesta potranno avviare un percorso formativo aggiuntivo che permetta, nell'ultimo triennio del percorso per "Tecnico dei servizi socio sanitari", il conseguimento, oltre alle competenze dell'Addetto all'assistenza di base, anche della qualifica di Operatore socio sanitario. Gli istituti scolastici che intendono avvalersi di questa opportunità per arricchire la propria offerta formativa, dovranno rimodulare e integrare l'organizzazione curricolare del loro percorso formativo con gli standard professionali e formativi previsti dalle norme nazionali e regionali.

"Questa sperimentazione ha l'obiettivo di dare maggiori possibilità di occupazione ai ragazzi che conseguono il diploma quinquennale di tecnico socio sanitario - dice l'assessore Stefania Saccardi - Grazie al protocollo firmato stamani, gli allievi degli istituti professionali a indirizzo socio sanitario potranno, dopo aver superato il relativo esame, acquisire anche la qualifica di operatore socio sanitario, che permetterà loro di lavorare anche nelle strutture delle aziende sanitarie".

"E' stato svolto un grande lavoro di raccordo tra tanti soggetti per raggiungere un risultato importante, sia pure a livello ancora sperimentale: riconoscere piena dignità ad un percorso di studio colto nella sua completezza formativa pratico-teorica – afferma Cristina Grieco -. E nel quale l'alternanza scuola-lavoro può esplicare tutte le sue potenzialità realizzando il fondamentale contatto con il lavoro visto e vissuto nella sua operatività concreta; fornendo in tal modo la possibilità, sempre più essenziale ad oggi, di realizzare in atto quanto appreso solo poco prima in aula. Mi auguro che questa esperienza insieme ad altre analoghe venga acquisita sempre più nei percorsi scolastici, fino a diventare normale presenza nella programmazione di insegnamento".

 

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