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Open: cibo etnico e prodotti locali nel negozio gestito da giovani italiani e stranieri

Punto vendita nato a Reggio Calabria grazie alla collaborazione tra piccoli commercianti stranieri e partner locali. L'iniziativa è parte di un progetto più ampio che ha l'obiettivo di sviluppare l’economia nel segno della legalità e dell'interculturalità

13 agosto 2016

Punto vendita Open - Reggio Calabria

REGGIO CALABRIA – Promuovere l’interculturalità che nasce dal rispetto tra civiltà diverse a partire dal cibo: il progetto “Open – Tante vie per l’integrazione” nasce a Reggio Calabria con questo obiettivo. Da pochi giorni Open è anche un punto vendita (via Filippini angolo Giudecca) che, attraverso la cooperazione socio-lavorativa tra piccoli commercianti stranieri e partner locali vuole incoraggiare l’integrazione e la multiculturalità. L’iniziativa è promossa dall’Associazione interculturale international house in collaborazione con Associazioni locali, con il sostegno della Fondazione Con il sud. 

Lo spazio offre opportunità lavorative a ragazzi italiani e stranieri, che gestiscono insieme lo spazio commerciale. Giovani con esperienze e culture diverse, ma che condividono gli stessi valori di rispetto del prossimo, del lavoro nella legalità e della sostenibilità sociale e ambientale: un nuovo approccio all’inclusione sociale delle persone di origine straniera, fondato sulla valorizzazione e la messa in pratica del concetto di cooperazione, per partecipare allo sviluppo dell’economia locale. 

box Sugli scaffali un’accurata selezione di prodotti provenienti dal mercato equo solidale, dalla filiera biologica e dal circuito Slow Food, con particolare attenzione alle eccellenze italiane come i capperi di Salina, la fava cottoia di Modica, il succo di mela biodinamico Zolla14, il Miele invecchiato in barrique di Ancona, la frutta e verdura a Km0 dell’azienda agricola BioAgri. E, ancora, i prodotti tipici locali di Calabria Solidale, il marchio creato nel 2012 dalla cooperativa Chico Mendes onlus, che mette in rete i produttori calabresi che hanno adottato i principi di legalità, trasparenza, solidarietà, rispetto del lavoro e tutela dell’ambiente; i manufatti tessili (come quelli del Lanificio Leo) e altre produzioni artigianali. “Open – spiegano i promotori del progetto –, non è solo un punto vendita, ma un nuovo approccio al consumo, fondato sul rispetto tra culture diverse, a partire dal cibo e dal lavoro. Uno spazio articolato come un racconto da vivere che guida a un consumo consapevole, illustrando la filiera del prodotto, la sua tracciabilità e, più importante, la sua storia”. 

In una terra dove spesso si registrano casi di sfruttamento della manodopera straniera, “Open è un luogo in cui si può vivere l’interculturalità, ma soprattutto rappresenta un esempio importante di organizzazione del lavoro nel rispetto della legalità”, ha commentato Mariella De Martino, presidente dell’Associazione International House, capofila del progetto. Entusiasti anche i partner del progetto, come Calabria Solidale, un marchio che mette in rete piccoli produttori calabresi che promuovono i principi di legalità, trasparenza, solidarietà, rispetto del lavoro e tutela dell’ambiente: “Si tratta di un’idea innovativa – ha sottolineato Michele Luccisano, presidente della rete di Calabria Solidale –. In questo periodo si parla molto di integrazione, ma non si passa ai fatti. Open è una bella scommessa che per adesso abbiamo vinto, ma che dobbiamo continuare a sostenere”. 

Come detto, “Open – Tante vie per l’integrazione” è un progetto più ampio che, oltre al punto vendita, gestisce KalaCalabria, un servizio per lo scambio culturale e interculturale, che promuove la conoscenza del territorio calabrese e dell’area dello Stretto; una selezione di cosmetici biologici per l’infanzia e per gli adulti; Evergreen, un servizio di gestione e cura del verde pubblico e privato, composto da un team multietnico di esperti nelle attività di piantumazione, giardinaggio, innesti e potatura e progetti di architettura degli spazi verdi. 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: migranti, intercultura, Fondazione con il Sud

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