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"Agevolanday", la festa dei ragazzi che (per un po') non vivono nella propria famiglia

Il 3 settembre Ferrara si prepara ad accogliere ragazzi, operatori di case-famiglia, famiglie affidatarie anche di Lombardia, Veneto e Marche. Zullo (Agevolando): “L’anno prossimo ci piacerebbe organizzare la festa in un’altra regione. Cambiare, per coinvolgere tutti”

17 agosto 2016

FERRARA – “Ci sarà la musica, il cibo, i giochi, tantissimo sport, calcio e pallavolo. E per i più piccoli quest’anno abbiamo organizzato una caccia al tesoro”: Federico Zullo, presidente dell’Associazione Agevolando, presenta così la settima edizione di “Agevolanday – festa dei ragazzi che (per un po’) non vivono nella propria famiglia”. L’appuntamento è per sabato 3 settembre a partire dalle 9.30 presso la Città del Ragazzo di Ferrara: “La nostra è l’unica festa di questo tipo che viene fatta in Italia: noi invitiamo tutte le comunità di accoglienza, le case-famiglia, le famiglie affidatarie a partecipare. Non importa di quali istituti facciano parte: vogliamo fare rete, e tutti sono i benvenuti”. L'associazione nasce dall’iniziativa di alcuni giovani che hanno trascorso parte della loro infanzia e della loro adolescenza “fuori famiglia” con l'obiettivo di sostenere quei ragazzi che, una volta divenuti maggiorenni, si trovano a dover fare i conti con la conclusione del loro percorso in comunità o in affido.

- “Agevolanday”, in un primo momento, era stata organizzata per il 16 luglio: “Avevamo già raccolto quasi 160 adesioni, poi però la nostra comunità è stata colpita da un lutto, e abbiamo rimandato tutto”. Pochi giorni prima, infatti, Muhammed, 17 anni, era affogato a Lido di Spina, mentre giocava con gli amici. Il ragazzo era arrivato in Italia dal Gambia: uscito da poco dall’hub minori di Bologna, era stato accolto dal centro Opera Don Calabria della Città del Ragazzo assieme ad altri 17 minorenni che avevano affrontato la traversata del Mediterraneo.

Per partecipare è necessario iscriversi entro il 25 agosto: “Arriveranno ragazzi anche da Milano, dal Veneto e dalle Marche – spiega Zullo –: siamo molto soddisfatti. Perché un domani, quando si guarderanno indietro, si ricorderanno di questi momenti passati insieme. Stare in compagnia, giocare insieme: a questo ripenseranno”.

L’obiettivo, ora, è far diventare “Agevolanday” sempre più nazionale, perché possa rappresentare nella maniera più ampia possibile tutte le famiglie e tutti i ragazzi: “Abbiamo sempre fatto questa festa in Emilia-Romagna: l’anno prossimo ci piacerebbe organizzare in un’altra regione, magari dove abbiamo una nostra sede. Cambiare, per coinvolgere tutti”. (Ambra Notari)

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Tag: Minori fuori famiglia

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