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La "crociera" dei ragazzi disabili: tuffi in alto mare dalla barca confiscata

Grazie alla sinergia tra Tuttiascuola e Asgam, il peschereccio Santa Rita (bene confiscato) ha una pedana che permette ai ragazzi in sedia a ruote di fare il bagno anche in mare aperto. Crociere giornaliere per circa 500 ragazzi ogni anno. Il tutto a costo zero, grazie ai fondi del 5 per mille

23 agosto 2016

ROMA – Un tuffo in mare aperto con la sedia a ruote, grazie a una pedana speciale, di cui poi ci si libera in acqua, tenendosi a galla con il salvagente. Il tutto, a bordo di un una barca che, fino a qualche anno fa, veniva usata dalla malavita per trasportare droga: il peschereccio “Santa Rita”, confiscato e assegnato all’associazione Asgam (associazione Sostenitori giovani amici del mare), fondata nel 2007 da militari della Guardia di Finanza e da cittadini. L’associazione ha rimesso completamente a posto la barca e l’ha dotata di una pedana eccezionale, che consente appunto di calare le sedie a ruote direttamente in acqua, per permettere proprio a tutti di essere “amici del mare”.

Disabilità. Barca S.Rita

L’idea è piaciuta molto a “Tuttiascuola”, l’associazione di famiglie di ragazzi disabili di Napoli, capitanata da Toni Nocchetti. E così, da ormai 5 anni, “noleggiamo la barca con un contratto di comodato d’uso per tutta la stagione estiva, da metà giugno a metà settembre, per circa 40 uscite, dal martedì al venerdì”, ci racconta Nocchetti. A bordo della barca, 15 persone, tra operatori e ragazzi, tutti con disabilità psichica, alcuni anche con disabilità motoria. Ciascuno accompagnato da un familiare. “Le famiglie non pagano nulla – riferisce Nocchetti – E’ tutto a carico di Tuttiascuola, che investe così le risorse del 5 per mille. Risorse che vanno esclusivamente sulle attività, visto che non abbiamo neanche una sede e il nostro unico patrimonio è un cellulare. Ogni anno raccogliamo circa 55 mila euro. E per questo progetto marittimo, quest’anno ho già effettuato tre bonifici da 2.500 euro. Ogni uscita ci costa 250 euro”. Un progetto costoso, ma “straordinario – assicura Nocchetti – perché ci permette, ogni anno, di far imbarcare circa 400 famiglie a Mergellina, tra gli yacht miliardari che affollano il golfo di Napoli”.

- Una giornata da “privilegiati” viene assicurata a queste famiglie, che con i loro figli possono andare laddove nessuno può andare: “Lanciamo l’ancora in una riserva naturale, a Porto Paone, sotto l’isolotto di Nisida, sede del carcere minorile. Abbiamo il permesso dell’autorità giudiziaria per far tuffare i nostri ragazzi in questo pezzo di mare protetto e unico. E il fatto che anche quelli con una grave disabilità motoria possano godersi un bagno qui, è davvero straordinario”.

Le richieste sono tante e la lista d’attesa “è praticamente infinita – spiega Nocchetti – anche perché il mare non sempre permette di uscire. Alcuni giorni, ospitiamo sul peschereccio anche anziani delle Rsa: è bellissimo vedere queste persone, alcuni ormai annebbiati dal ricovero o dalle malattie, emozionarsi e impazzire di gioia quando salgono a bordo e prendono il largo. Certo, sarebbe bello far crescere questo progetto: se ci fosse un’altra barca, o anche altre due, potremmo ridurre la lista d’attesa e dire meno ‘no’. Ma non è facile trovare interlocutori realmente disponibili: eppure, una città come Napoli dovrebbe naturalmente fare questo: mettere insieme sinergie virtuose per fare ciò che noi ora facciamo con le nostre modeste”. (cl) 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: 5 per mille, Accessibilità, Beni confiscati

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