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Paralimpiadi, in un film le vite straordinarie dei campioni "pionieri" e moderni

L’1 settembre (sede Inail, Roma) il Cip presenta il progetto “Memoria Paralimpica” realizzato da Redattore sociale: un documentario, un archivio online e una mostra fotografica sulle origini e lo sviluppo dello sport per disabili in Italia: un viaggio indimenticabile nella storia del Paese

23 agosto 2016

Centro Paraplegici di Ostia (Anni Cinquanta), allenamento di lancio del giavellotto
Centro Paraplegici di Ostia - Anni Cinquanta - Allenamento di lancio del giavellotto - In piedi il dottor Antonio Maglio

ROMA – Un film-documentario dal titolo “E poi vincemmo l’oro”, un archivio multimediale online e una mostra fotografica per raccontare la storia del movimento paralimpico italiano dagli albori ai giorni nostri.

- Giovedì 1 settembre 2016, a pochi giorni dalla quindicesima edizione delle Paralimpiadi di Rio (dal 7 al 18 settembre), il Comitato Italiano Paralimpico (Cip), insieme a Inail e Fondazione Italiana Paralimpica, presenta, dalle ore 11.00 alle ore 13.00, nella sede centrale dell’Inail di Piazzale Pastore 6 (Roma), il progetto “Memoria paralimpica”, consistente appunto nel film, nell’archivio-web e in un’esposizione di 12 pannelli fotografici: un viaggio indimenticabile nella storia della riabilitazione, dello sport per disabili e dell’intero Paese, che prende le mosse dall’esperienza pioneristica di sport-terapia portata avanti negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso dal dottor Antonio Maglio all’interno del Centro Paraplegici Inail di Ostia per arrivare fino ad alcuni dei più popolari campioni dei nostri giorni. Qui il programma della presentazione.  

Per il film “E poi vincemmo l’oro” (durata 56’), si tratta dell’anteprima assoluta, prima della trasmissione già programmata da Rai Due per domenica 4 settembre. Qui il trailer.

I “pionieri”. Ancora oggi sul territorio della città di Ostia, alle porte di Roma, vive un piccolo nucleo dei primi atleti paralimpici italiani, oggi 70-80enni. Approdati giovanissimi al Centro Paraplegici dell’Inail hanno rimesso in moto le proprie vite attraverso lo sport, divenendo i pionieri di quella grande avventura che, nei decenni successivi, sarebbe sbocciata nel movimento paralimpico.

Centro Paraplegici di Ostia (anni Cinquanta), allenamenti di basket
Centro Paraplegici di Ostia anni Cinquanta - Allenamenti di basket

Erano operai, agricoltori, pastori provenienti da varie regioni d’Italia, che Maglio riuscì a coinvolgere in un progetto di riabilitazione e reinserimento sociale rivoluzionario. Ed erano tutte vittime di infortuni sul lavoro gravi e fortemente invalidanti, che sembravano aver tolto spazio a qualsiasi speranza. Negli anni seguenti l’eredità di Antonio Maglio è stata raccolta e sviluppata dal Comitato Italiano Paralimpico, che ha il compito di gestire e promuovere le attività sportive tra le persone disabili. Grazie all’impegno del Cip, oggi come ieri, tanti campioni paralimpici si sono fatti conoscere in Italia e nel mondo, conquistando l’opinione pubblica anche per le straordinarie qualità umane, oltre che per l’eccellenza delle prestazioni atletiche.

Un patrimonio di emozioni. L’obiettivo del progetto “Memoria paralimpica”, realizzato dall’agenzia stampa Redattore Sociale in collaborazione con Zoofactory film production e Kapusons web agency, è stato quello di recuperare l’inestimabile patrimonio di ricordi e fotografie del gruppo di Ostia, ricostruendo al tempo stesso il filo rosso che lega gli atleti della prima ora ai campioni di oggi.

Roma 1960 - La rappresentanza italiana
Roma 1960 - La rappresentanza italiana

Nello specifico sono state raccolte e messe a disposizione dell’intera collettività oltre 900 foto d’epoca in gran parte inedite tratte dagli album personali dei protagonisti e realizzate 25 interviste ai “pionieri” e ai più giovani: da Aroldo Ruschioni ad Alex Zanardi, da Olver Venturi a Martina Caironi, da Irene Monaco a Luca Pancalli (oggi presidente del Cip), fino a Bebe Vio, Vittorio Podestà, Assunta Legnante, Cecilia Camellini ecc.

Un rarissimo ed emozionante concentrato di “storie di vite straordinarie” – questo il titolo dell’evento dell’1 settembre – per comprendere nel profondo il significato dello sport (non solo per queste persone) e come è cambiata la nostra cultura in proposito.
Al progetto “Memoria Paralimpica” si affianca, infine, un numero monografico della rivista SuperAbile Inail, che raccoglie una selezione delle fotografie e ampi stralci delle interviste ai protagonisti e/o ai loro familiari.

Alex Zanardi
Alex Zanardi

I numeri di Memoria Paralimpica. Il progetto comprende12 interviste ai pionieri dello sport paralimpico e/o ai loro familiari e 13 interviste ai campioni moderni e contemporanei (in formato integrale e per estratti e accessibili sia attraverso il sito www.memoriaparalimpica.it sia attraverso YouTube); 900 foto inedite provenienti dagli album personali dei singoli testimoni, ma anche da altre fonti tra cui il Centro Paraplegici di Ostia e l’Associazione Amo; 30 gallery multimediali contenenti le foto e i video raccolti; 4 video d’epoca; 5 canzoni cantate dal complesso del Centro Paraplegici di Ostia, tra cui una composizione musicale scritta e interpretata dal dottor Antonio Maglio in persona; una mostra fotografica di 12 pannelli autoportanti con la sintesi dell’intero percorso. Il film-documentario “E poi vincemmo l’oro” rappresenta ovviamente il distillato in versione cinematografica di tutto questo materiale.

Beatrice Vio - foto FederScherma/Bizzi
Beatrice Vio

© Copyright Redattore Sociale

Tag: superabile inail, Paralimpiadi Rio 2016

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