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Cosa fare dopo un terremoto? Ecco i consigli delle associazioni

Chiudere gas e acqua prima lasciare casa, evitare l'ascensore ed essere prudenti anche fuori dalle proprie abitazioni. Questi alcuni consigli pratici per chi vive nelle zone colpite dal sisma. Le associazioni a chi desidera dare una mano: "Non muoversi in forma autonoma, meglio rivolgersi alle organizzazioni attive e donare sangue"

24 agosto 2016

Cosa fare dopo un terremoto

ROMA – Assicurarsi dello stato di salute delle persone vicine, chiudere gas, acqua e luce prima di uscire di casa, evitare l’ascensore e mantenere un atteggiamento prudente. Sono questi i consigli che l’Anpas, l’Associazione nazionale Pubbliche assistenze dà a quanti si trovano in queste ore nelle zone interessate dal sisma che questa notte ha colpito le province di Rieti e Ascoli Piceno. Buone pratiche di protezione civile promosse proprio da Anpas nella  campagna “Io non rischio” da adottare dopo un terremoto e suggerite proprio in queste ore per il “ripetersi delle scosse”.

- I consigli su cosa fare dopo un terremoto sono semplici, ma importanti. “Assicurati dello stato di salute delle persone attorno a te e, se necessario, presta i primi soccorsi – spiega Anpas -. Prima di uscire chiudi gas, acqua e luce e indossa le scarpe. Uscendo, evita l’ascensore e fai attenzione alle scale, che potrebbero essere danneggiate. Una volta fuori, mantieni un atteggiamento prudente”. Per chi vive in zone a rischio maremoto è importante tenersi lontano dalle spiagge, mentre è importante usare in modo limitato il telefono, così come l’auto “per evitare di intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso”.

Intanto, le sale operative regionali Anpas di Abruzzo e Lazio sono attive già dalle prime ore dopo il sisma e volontari della pubblica assistenza Montereale, in provincia dell’Aquila, sono operativi dalle quattro del mattino con tre ambulanze attivate dal 118 locale. “Già nelle prime ore dopo la prima scossa - si legge in una nota dell’Anpas - volontari, mezzi di soccorso e di protezione civile stanno portando assistenza alla popolazione nelle zone colpite dal sisma in collaborazione con le istituzioni locali e nazionali”. 

Alle buone pratiche ricordate dall’Anpas fa eco il Modavi protezione civile che sui propri canali social sottolinea l'importanza di interventi coordinati. “Obbligatorio non prendere iniziative isolate – spiega la sezione Protezione civile dell’associazione – non dobbiamo aggiungere caos ad una situazione già critica”. Il Modavi protezione civile, inoltre, fa sapere di aver già messo a disposizione del Dipartimento almeno 40 volontari. Dello stesso avviso i Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio Cesv e Spes e il Forum del Terzo settore del Lazio che in una nota ricordano che "è meglio non muoversi in forma autonoma e disorganizzata: per essere davvero utili è meglio rivolgersi alle associazioni, cooperative, agli enti non profit, che già si sono attivati, e restare in attesa di ricevere istruzioni". Le due organizzazioni, inoltre, ricordano che è importante "evitare di recarsi sui luoghi del disastro per non intasare la viabilità e per consentire il lavoro delle organizzazioni di pronto soccorso e protezione civile", mentre è importante "donare sangue, presso le strutture più vicina della Cri, dell’Avis o in ospedale. L’invito non vale solo per oggi, ma anche per i prossimi giorni".

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Tag: Terremoto centro Italia, Modavi, Anpas

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