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Iraniano detenuto a Manus Island vince il premio internazionale di fumetto

Si chiama Ali, in arte Eaten Fish, e nei suoi fumetti racconta gli abusi commessi, e da lui stesso subiti, nel centro di detenzione per migranti irregolari in Papua Nuova Guinea. Il premio “Courage in editorial cartooning” è stato assegnato ad Ali da Cartoonists Rights Network International

30 agosto 2016

Un fumettista iraniano ha vinto il Premio 2016 “Courage in editorial cartooning” di

First dog on the moon
First dog on the moon

Cartoonists Rights Network International, organizzazione internazionale che riunisce 600 illustratori e che con il suo lavoro difende i fumettisti che, nel mondo, sono minacciati, censurati, incarcerati. Il premio sarà consegnato il 24 settembre a Durham, in North Carolina, negli Stati Uniti, ma il vincitore, il 24enne Ali, non potrà essere lì a ritirarlo. Da 3 anni, infatti, Ali che firma i suoi fumetti con il nome di Eaten Fish, è rinchiuso nel Centro di detenzione per migranti irregolari di Manus Island, in Papua Nuova Guinea, centro sostenuto dal governo australiano dove vengono detenuti i migranti arrivati nel Paese via mare e in attesa della risposta della Commissione che valuta la loro richiesta di asilo. Nei suoi fumetti il disegnatore iraniano, che soffre di disturbo ossessivo compulsivo che gli provoca attacchi di panico e convulsioni, documenta gli abusi e gli eccessi commessi dalle guardie e dagli amministratori del centro, lui stesso è stato vittima di pestaggi e altri trattamenti degradanti. “Ritieniamo che il lavoro di Eaten Fish sia un importante documento sugli abusi dei diritti umani commessi nel campo di prigionia. Speriamo che questo premio possa accendere i riflettori su quanto avviene all’interno di quel centro”, ha scritto Joel Pett di Cartoonists Rights Network International annunciando il vincitore del premio “Courage in editorial cartooning” per il 2016.

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Mr Eatenfish
Mr eatenfish

Il primo a raccontare la storia di Ali è stato Andrew Marlton, in arte First dog on the moon, con un fumetto pubblicato sul Guardian lo scorso luglio, e poi da Ben Doherty ed Helen Davidson sempre sul Guardian. Circa un anno fa Marlton ha ricevuto alcuni dei lavori di Eaten Fish tramite un avvocato che lavora con i richiedenti asilo e da allora è rimasto in contatto con lui. Marlton ha coinvolto più di 30 fumettisti australiani nella campagna per sostenere Eaten Fish. Le illustrazioni che hanno realizzato sono pubblicate su eatenfish.com, sito lanciato insieme alla campagna Save Eaten Fish, per chiedere al governo australiano di trasferire Ali da Manus Island in Australia per assicurargli le cure di cui ha bisogno. Sono già state raccolte oltre 5 mila firme. (lp)

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Tag: Fumetti, Detenuti

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