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Toscana, si uniformano gli screening per la sordità neonatale

Migliorano su tutto il territorio regionale le procedure di screening neonatale per individuare i disturbi dell'udito. L’assessore Saccardi: “La sanità toscana punta moltissimo sulla prevenzione”

01 settembre 2016

FIRENZE - Migliorano e diventano uniformi su tutto il territorio regionale toscano le procedure di screening neonatale per individuare i disturbi dell'udito. Nel corso dell'ultima seduta, la giunta regionale ha approvato un aggiornamento delle "Linee di indirizzo per la conduzione dello screening e del percorso audiologico neonatale in Regione Toscana", elaborate e condivise da un gruppo di professionisti del Servizio sanitario regionale.

- L'identificazione e la diagnosi precoce della sordità infantile è indispensabile per ridurre al minimo o addirittura annullare i gravi difetti che il deficit uditivo può determinare sullo sviluppo del linguaggio e sullo sviluppo del bambino. Lo screening universale si propone di identificare il maggior numero possibile di bambini con disturbi permanenti dell'udito, da medio a gravi, il più precocemente possibile.

"La sanità toscana punta moltissimo sulla prevenzione, in tutti i settori - dice l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi - Come tutti gli screening, anche lo screening audiologico neonatale serve per individuare precocemente eventuali deficit, in questo caso uditivi, e altrettanto precocemente intervenire con il trattamento riabilitativo. L'aggiornamento delle linee di indirizzo che abbiamo varato ora, e per il quale ringrazio i professionisti che lo hanno elaborato, consentirà agli operatori dei punti nascita e anche ai pediatri di famiglia di identificare in maniera sempre più efficace i bambini con possibile ipoacusia, e quindi

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