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Teatro e disabilità, il segreto della libertà. I 20 anni del progetto "Cicabùm"

Dal 1996 a oggi sono 40 le persone disabili che hanno partecipato al progetto del Comune di Modena insieme a 110 educatori, professionisti e volontari. Attualmente sono 7. Dal 5 al 30 settembre in programma workshop, mostre, seminari e un corto che sarà presentato al Teatro delle Passioni

05 settembre 2016

- MODENA - “In scena non ho paura. Il pubblico non lo guardo neanche, sul palco è come se mi trasformassi e riuscissi a comunicare cose che di solito non comunico. Il teatro mi ha aiutato a imparare a stare bene con gli altri”. Anna ha 26 anni, una borsa lavoro all’università e da 3 frequenta Cicabùm, il progetto di teatro e disabilità promosso dall’assessorato al Welfare del Comune di Modena e rivolto a giovani e adulti disabili e non (studenti medi e universitari, volontari scout, tirocinanti, operatori sociali, psicologi, educatori, insegnanti, pedagogisti) sulla base di un progetto culturale dell’associazione Cantieri Teatrali Cicabùm in collaborazione con Anffas Modena. Simone di anni ne ha 31, fa l’operaio, pratica nuoto, frequenta un gruppo scout e da 12 anni è una delle colonne portanti di Cicabùm “in nessun altro luogo mi sento così”, dice. “Il teatro è come stare a casa mia – continua Simone –. Quando interpreto Puk seguo le mie emozioni, mi sento libero, lo sento dentro il mio cuore. Ho felicità”. Anche Riccardo partecipa da 12 anni a Cicabùm perché: “Divento un’altra persona, un personaggio fantastico che parla col naso e fa pozioni magiche e io ci metto il mio carattere aperto e generoso. Mi trovo bene nel gruppo. Non me lo toglie nessuno il teatro”. In 20 anni (il progetto è attivo dal 1996) Cicabùm ha coinvolto 40 persone disabili e circa 110 educatori, professionisti e volontari di ogni età. Attualmente sono 7 gli attori disabili impegnati nel laboratorio: oltre ad Anna e Simone, ci sono Riccardo, Michele, Antonio, Letizia e Pietro.

Cicabum - Spettacolo Linee di confine

Cicabùm utilizza una metodologia di lavoro basata sul teatro sperimentale con uno spiccato interesse a lavoro corporeo, scrittura scenica e rielaborazione dei testi teatrali con l’utilizzo di tratti biografici degli attori. “C’è il testo di Shakespeare ma ci metti anche qualcosa di tuo. Io ci metto la mia ironia, sono Demetrio e anche me stesso”, dice Michele, 28 anni, animatore presso un Centro anziani e da anni membro della band musicale Delfini. Per lui, il teatro è “recitare con gli altri: l’attore fa muovere la scena prima di tutto con gli altri attori – spiega – e poi fa muovere la scena per gli spettatori”. Pietro, 36 anni e appassionato di musica rock, Internet e sport in tv sottolinea l’importanza dell’aspetto corporeo: “Mi piace fare i massaggi in coppia durante il laboratorio, io cerco il contatto e anche quando parlo con qualcuno gli metto una mano sulla spalla. Il rilassamento che mi fa stare bene nel corpo, mi piace”. A casa, nella parte di Lisandro, Pietro ripassa le battute con la mamma, ma sul palco la sua Ermia è la 25enne Letizia che quando fa teatro non pensa alla salute e alla visita che deve fare e, anche se prima di andare in scena ha “il panico e la paura di cadere per via dell’equilibrio”, poi ci prova comunque e se sbaglia in qualche modo rimedia, magari con una battuta spiritosa. Antonio lavora in un magazzino tessile, è entrato a far parte di Cicabùm da poco ed è entusiasta di partecipare a un progetto europeo che potrebbe portarlo “fuori dall’Italia, a recitare all’estero”. A 33 anni, da 14 nei Delfini come cantante e cantautore, l’esperienza del teatro “ha aggiunto qualcosa – dice – e il pubblico mi dà coraggio ed energia, soprattutto nelle giornate in cui sono molto giù”. Sul palco può correre, cosa che nella vita gli è sempre stata sconsigliata, ma ha anche lavorato parecchio per acquisire, lui che è buono e calmo di carattere, il tono di voce forte e minaccioso del Leone di “Sogno di una notte di mezza estate”. Partecipano al laboratorio anche Sara che fa la pedagogista, aiuto regia, coordinatrice e attrice e ha iniziato a frequentare Cicabù come tirocinante universitaria, Cristina che fa la psicologa e ha iniziato con il Servizio civile 6 anni fa e non se n’è più andata, Monica che lavora per l’Ausl di Modena nell’educazione alla salute, Caterina, Paolo e Leonardo, liceali di 16 e 17 anni che frequentano gli scout e Martina, danzatrice classica, che di anni ne ha 12.

Cicabum - Locandina ventennale

Dal 5 al 30 settembre Cicabùm festeggia i 20 anni di attività con mostre, workshop e una rassegna di teatro, danza e cinema. Tutti gli attori si sono, infatti, cimentati in un linguaggio nuovo, il cinema, realizzando un cortometraggio dal titolo “Il fiore di Puck”, con la regia di Stefano Daniele Orro, la sceneggiatura di Daniele Jacca, l’organizzazione e l’aiuto regia di Sara Di Fabrizio. Il cortometraggio sarà presentato in anteprima nell’ambito della minirassegna “Corpo a corpo. Visioni di teatro e danza” in programma al Teatro delle Passioni il 29 e 30 settembre. Il programma di “Corpo a corpo” prende il via il 5 settembre con l’inaugurazione della mostra “Vent’anni con Cicabùm” che illustra 20 anni di teatra e danza del laboratorio. “Il laboratorio è un’esperienza unica in Italia e per certi aspetti anche in Europa che il Comune ha sempre sostenuto – dice Giovanna Urbelli, assessore al Welfare del Comune di Modena – Attraverso i servizi territoriali il settore cura la partecipazione dei disabili in modo che l’esperienza si integri e contribuisca ad arricchire il progetto di vita della persona. Il laboratorio è caratterizzato da una utenza mista ed è coordinato da professionisti del teatro e dell’educazione che si prendono cura di aspetti differenti in modo integrato. Infine, l’associazione che si occupa della progettualità, compie ricerche su aspetti relazionali e sociali e culturali dell’esperienza”.

Cicabum - Momento dello spettacolo

La mostra sarà visitabile dal 5 al 17 settembre alla Galleria di piazza Grande 17 e dal 21 settembre al 15 ottobre al Memo di via Jacopo Barozzi 172, dove il 21 settembre è in programma il seminario aperto alla città, a docenti, educatori, operatori sociali e studenti “Un luogo grande dove succede tutto” e la presentazione del libro di fotografie sui 20 anni ci Ciacabùm. Le iniziative del ventennale sono anche un percorso formativo per enti, scuole e cooperative sociali che operano sul territorio e aperto a operatori sociali, educatori, studenti, tirocinanti, docenti. Oltre alla visione degli spettacoli e la paretcipazione al seminario, il percorso prevede un workshop di teatro con gli attori disabili di Cicabùm, visite guidate della mostra e la possibilità di assistere alle prove generali. (lp)

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Tag: teatro

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