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Azzardo, in Toscana 6 milioni per combatterlo e nuovi programmi residenziali

Approvate dalla giunta toscana le linee di indirizzo. L’assessore Saccardi: “Un atto di grande importanza. Puntiamo soprattutto sugli interventi di sensibilizzazione, informazione, prevenzione, cura e riabilitazione sui rischi derivanti da un gioco eccessivo e problematico”

07 settembre 2016

- FIRENZE – Approvate dalla giunta toscana le linee di indirizzo per gli interventi nei quattro filoni stabiliti per contrastare gioco d’azzardo: informazione, prevenzione, formazione degli operatori e soprattutto definizione di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale da applicare in maniera uniforme su tutto il territorio regionale. Approvata anche la ripartizione delle risorse alle Asl toscane per le annualità 2015 e 2016, visto che il Fondo sanitario indistinto assegnato alla Regione Toscana prevede circa 3,16 milioni per anno per prevenzione (6 milioni in due anni), cura e riabilitazione per le patologie connesse alla dipendenza patologica dal gioco.

"Un atto di grande importanza – dichiara l’assessore alle politiche sociali Stefania Saccardi - che delinea un piano di contrasto al gioco d'azzardo patologico che completeremo, intervenendo su più fronti, quando perverrà dal Ministero della salute una ulteriore assegnazione per più di 3 milioni. Ciò su cui puntiamo sono in particolare gli interventi di sensibilizzazione, informazione, prevenzione, cura e riabilitazione sui rischi derivanti da un gioco eccessivo e problematico, coinvolgendo tutti i soggetti interessati".

Prevista anche l'attivazione in via sperimentale dei programmi residenziali e semiresidenziali avverrà presso Villa Castruccio (Serravalle pistoiese, PT) a cura della Cooperativa sociale gruppo incontro di Pistoia (8 posti per per programma residenziale di media lunga durata) e presso il centro diurno San Benedetto (Livorno) a cura dell'associazione San Benedetto (8 posti per il programma semiresidenziale). Per quanto riguarda il programma residenziale intensivo breve continua anche nel 2016 la sperimentazione denominata Orthos a cura dell'associazione Orthos di Siena (anche qui 8 posti).

 

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