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Alzheimer, la psicologa: parenti dei malati a rischio depressione

Secondo Giuditta Gattulli, fondatrice di un gruppo di auto aiuto che si rivolge ai cargivers, i parenti dei malati si sentono abbandonati dalla società e dal resto della famiglia. "Un tema frequente è quello de''accettazione della malattia"

21 settembre 2016

FIRENZE - Si chiama ‘Frammenti di memoria’ ed è il gruppo di auto aiuto fiorentino che si rivolge ai cargivers di persone malate di Alzheimer, ovvero quei familiari (quasi sempre donne) che si prendono cura dei propri cari anziani. Responsabile del gruppo è la psicologa Giuditta Gattulli, secondo cui “le persone che accudiscono i familiari malati di Alzheimer sono soggetti a depressione”. Si tratta di “persone isolate e spesso tristi, che subiscono il senso di isolamento e abbandono sia da parte della società che da parte del resto della famiglia”.

- Il gruppo “Frammenti di memoria”, come riportato dall’articolo pubblicato sul sito del Cesvot, è un gruppo dove queste persone si incontrano per parlare dei disagi che vivono quotidianamente e per cercare di risolvere le loro difficoltà attraverso l’aiuto di psicologi e operatori sociali. “Quasi tutti gli utenti sono donne – dice Gattulli – spesso madri o mogli di malati di Alzheimer”.

Un tema che ricorre frequentemente nel nostro gruppo – spiega Gattulli nell’intervista rilasciata al Cesvot - è quello relativo all’accettazione della malattia che ha colpito il proprio caro. I partecipanti, infatti, chiedono spesso agli altri come abbiano fatto a sopravvivere e ad accettare tutto questo. Vedere un altro partecipante che, nonostante molti anni trascorsi ad accudire il proprio coniuge o familiare, riesce a sorridere è un forte stimolo e incoraggiamento per coloro che sono appena entrati nel gruppo di auto aiuto e nel mondo della demenza”.

Gli incontri avvengono nella zona dell’Isolotto a Firenze, due volte al mese, il secondo venerdì del mese e il quarto martedì del mese, dalle 15.30 alle 17 presso la BiblioteCanova di Via Chiusi.

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