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Padre Jacques, il prete che cita il Corano: esempio di convivenza in Senegal

Si definisce "prete musulmano e imam cristiano" e da anni promuove la conoscenza reciproca e la pace tra la minoranza cristiana e la maggioranza musulmana. Un sorprendente equilibrio che rischia di essere compromesso dall’estremismo religioso

25 settembre 2016

Padre Jacques Seck
Padre Jacques Seck

Roma –  Prete musulmano e imam cristiano. Così ama definirsi Jacques Seck, un modo scherzoso che racchiude la vocazione di una vita: promuovere la conoscenza reciproca e la pace tra la minoranza cristiana e la maggioranza musulmana in Senegal. Vestito con una lunga tunica bianca e il tipico berretto tradizionale Jaques può essere facilmente scambiato per un seguace dell’Islam mentre in realtà è un sacerdote cattolico che recita a memoria il Corano. E spesso gli capita di citare il libro sacro ai musulmano anche durante le omelie, tra lo stupore dei fedeli. “E’ per vivere meglio la mia fede che ho scelto di studiare il Corano e ho incoraggiato altri a farlo – spiega in un articolo di Davide Maggiore, pubblicato dal mensile Africa. – Come cristiano devo amare tutti e non si può amare ciò che non si conosce”.

- In Senegal il 90 per cento della popolazione è musulmana. Ma la coesistenza è una realtà consolidata da anni. Fedeli delle due fedi monoteiste partecipano anche alle principali celebrazioni dell’altra comunità, come la Pasqua e la Festa del sacrificio. Religioni diverse convivono anche all’interno dello stesso nucleo familiare. Nella stessa famiglia di Jaques il padre è stato a lungo animista mentre la sorella è musulmana.  “Anche un parente stretto del cardinale Hyacinthe Thiandoum, il primo arcivescovo africano di Dakar, era un imam, e quando il cardinale fu ordinato era in prima fila, con tutta la famiglia!” ricorda il prete cattolico nell’articolo.

Un sorprendente equilibrio che rischia di essere compromesso dall’estremismo religioso. Il Senegal infatti è stato indicato come un possibile bersaglio di attentati terroristici, specialmente dopo i drammatici eventi che hanno colpito negli scorsi mesi Mali, Burkina Faso e Costa D’Avorio. Per il momento però la paura non si è trasformata in reciproca diffidenza e le porte della cattedrale, come quelle della grande moschea di Dakar restano aperte a tutti. “Io non ho paura: come uomo e come cristiano devo favorire la coabitazione pacifica, senza timori – sostiene padre Jacques. – I musulmani che lanciano bombe non sono veri musulmani, come i cristiani fanatici non sono veri cristiani. ‘Nessuna costrizione nelle cose di religione’, lo dice anche il Corano”. 

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Tag: Cristiani, Senegal, musulmani, Africa

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