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Dai diritti tv della serie A un aiuto allo sport sociale e paralimpico

Lo prevede la proposta di legge che ha come primo firmatario Giulio Marcon. Il 5 per cento di tutti i proventi derivanti dai diritti televisivi saranno destinati a finanziare l’inclusione attraverso lo sport dei ragazzi disabili o delle periferie, e a migliorare la sicurezza degli impianti sposrtivi

29 settembre 2016

- ROMA - Destinare il 5 per cento dei proventi derivanti dai diritti televisivi del calcio allo sport sociale e paralimpico. Lo prevede la proposta di legge che ha come primo firmatario il deputato di Sinistra italiana, Giulio Marcon e che è stata presentata oggi alla Camera. Sulla scia di quanto accade in altri paesi, primo fra tutti la Francia, l’idea è quella di “sostenere lo sport sociale come forma di inclusione- spiega Marcon – attraverso il cosiddetto sport spettacolo”. Dalla messa in onda della partite in tv da parte di Sky e Premium, si potrebbero ricavare quindi ben 60 milioni di euro per le attività agonistiche rivolte a tutti, dai disabili ai ragazzi delle periferie.

Nello specifico, la proposta di legge prevede che una quota pari al 3 per cento dei ricavi complessivi delle società professionistiche di calcio della serie A e B, derivanti dai diritti televisivi, sia concessa allo Stato e destinata a finanziare la promozione dello sport sociale e per tutti e dello sport paralimpico. Un’altra quota, non inferiore al due per cento, e derivante dalla commercializzazione dei diritti, dovrà essere destinata allo sport dilettantistico e giovanile e al sostegno degli investimenti per la sicurezza, anche infrastrutturale degli impianti sportivi.

“Il calcio è lo sport più praticato in Italia ed è giusto che faccia da traino per iniziative come queste: lo sport d’elite ha il dovere di finanziare lo sport di base” sottolinea Damiano Tommasi, ex calciatore della Roma e della nazionale, e presidente dell’associazione italiana calciatori (Aic) -. Secondo Vincenzo Manco, presidente di Uisp, “a partire da questo progetto di legge si devono trovare forme di coordinamento con altre realtà che possano portare  in fase di avanzamento quella cultura sportiva nel nostro paese, che è terreno di democrazia”. Manco ha ricordato i progetti di sport sociale che favoriscono l’inclusione dei migranti, come le associazioni sportive legate ai progetti Sprar.

Per Vincenzo Ulivieri, presidente dell'associazione allenatori, questo progetto “non può trovare opposizione da parte di chi gestisce le risorse del calcio d’elite”. “Auspico, invece, che ci sia maggiore attenzione da parte dello Stato su questi problemi – aggiunge – oggi i ragazzi sono lontani dalla pratica sportiva, giocano a calcio solo attraverso i videogames, ma questo vuol dire isolarsi”. Anche Filippo Fossati, deputato del Pd, ha ricordato che oggi il 40 per cento dei cittadini italiani non fa sport. Sulla stessa scia Mario Marazziti di scelta civica: “non capita sempre di avere proposte come queste che toccano un problema centrale come quello di costruire rapporti di solidarietà attraverso lo sport – sottolinea – ci troviamo di fronte a un paese sfilacciato, per vincere dobbiamo creare una rete di sostegno culturale”. (ec)

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Tag: Paralimpiadi, Sport, Giulio Marcon

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