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Giornata del dono, nel 2016 mezzo milione di donatori in meno

Durante la giornata nazionale del dono sono state presentate a Montecitorio la ricerca sul tema della donazione nell’informazione italiana e l’indagine “Gli Italiani e le donazioni”, realizzata da Eurisko. In dieci anni i donatori sono diminuiti del 10%. In un anno i telegiornali italiani hanno parlato di dono 198 volte

04 ottobre 2016

- ROMA - In un anno i telegiornali italiani hanno parlato di dono 198 volte. È quanto emerge dalla ricerca presentata questa mattina a Montecitorio dall’Osservatorio di Pavia. “Il tema del dono diventa notiziabile solo quando è trainato da notizie che riguardano questioni sociali più ampie, come immigrazione e povertà, fatti di cronaca, scienza e salute”, ha spiegato Giovanni Sarani dell'Osservatorio di Pavia. Nel 41 per cento dei casi l’argomento donazione è stato affrontato in occasione di campagne sociali mediatiche o quando personaggi famosi sono stati coinvolti in qualche iniziativa. Nel dieci per cento dei casi il dono viene associato a fatti di cronaca negativi. “Risulta invece molto debole il dono nella sua accezione di scelta individuale, così come non ottiene visibilità il dibattito sulla legislazione legata al tema dei lasciti e delle donazioni”, ha continuato Sarani. In particolare si registra un picco di notizie nel periodo di Natale e in occasione della campagna di Mediaset “La fabbrica del sorriso” e di quella della Rai per Telethon. “Nelle 50.000 notizie analizzate, il dono ha trovato spazio nei servizi che riguardano temi sociali e in misura minore nella cronaca. In alcuni casi è stato il web a portare in tv l’argomento con spot che diventano virali, come l’ultimo video di Checco Zalone per la ricerca contro la Sma”. 

È stata anche presentata l’indagine “Gli Italiani e le donazioni”, realizzata da GfK Eurisko. “Nell’ultimo anno c’è stato un calo di donatori di circa mezzo milione di cittadini, una flessione parzialmente compensata dalla tenuta dei forti donatori, segno che la crisi ha colpito soprattutto i piccoli, in particolare i giovani”, ha affermato Paolo Anselmi, vice presidente Gfk Eurisko. Dieci anni fa donava il 30 per cento degli italiani, un italiano su tre. Oggi solo il 20 per cento. “Dal 2011 al 2015 c’è stato un assestamento intorno al 23 per cento ma poi abbiamo perso altri due punti percentuali. Nel 2016 hanno donato dieci milioni di italiani”.

Un italiano su dieci dona per la ricerca medico scientifica che si attesta al primo posto per donazioni ricevute. La propensione al dono cresce, inoltre, in base all’età. “Oltre i 55 anni si dona di più e questo dato vale anche per il volontariato: la fascia più alta di volontari è quella degli over 55. Più si diventa maturi e più la donazione diventa un elemento di identità e di senso: si ritrova valore nel dare agli altri”.

Sono calate le piccole donazione sotto ai cento euro ma sono aumentate quelle superiori a questa cifra. “Chi è in una condizione economiche difficili ha fatto fatica a donare, ma chi ha maggiore disponibilità è diventato più generoso. Inoltre, due donatori su tre sostengono più associazioni”. Prevalgono le donazioni attraverso sms o gli acquisti di prodotti per beneficienza: il 36 per cento ha donato in questo modo”.  Il contatto diretto con le associazioni di cui ci si fida e di cui si condivide la causa sono elementi che spingono a donare. “Infine è aumenta dal 9 al 14 per cento la percentuale di chi ha disposto un lascito solidale o ha intenzione di farlo verso una organizzazione no profit”.

“Donando si aumenta la qualità di vita di una società. Per questo dobbiamo valorizzare anche le piccole donazioni. Le associazioni devono porsi l'obiettivo di “stabilizzare” il comportamento di donazione al di là delle emergenze, che suscitano ondate emotive di grande portata ma di breve durata, valorizzando anche le piccole donazioni ed, in particolare, i giovani. Non dimentichiamo infatti che i dati sui donatori fedeli sono confortanti perché tengono alta la bandiera della generosità degli italiani”.

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Tag: Giornata del dono

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