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Azzardo e nazionale di calcio, "scende in campo" il Garante per l’infanzia

Dopo la scelta della Federazione italiana gioco calcio di unirsi a Intralot, società attiva nel mondo delle scommesse, sono state tante le reazioni contrarie di politici e associazioni. Il Garante: “L’azzardo come sponsor dello sport è uno sbaglio e vanifica le azioni di contenimento a tutela dei minori”. Acli Napoli: "Sciopero del tifo"

07 ottobre 2016

- ROMA - “Scegliere l’azzardo come sponsor della Nazionale calcio non solo è sbagliato ma vanifica le prime iniziative che vanno in senso inverso a tutela dei bambini e degli adolescenti”. L’Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza scende in campo (è proprio il caso di dirlo) contro la scelta della Federazione italiana gioco calcio che, in qualità di sponsor, si è unita alla società di gioco d'azzardo Intralot.
Intralot è società del Gruppo Gamenet, è attiva nel mondo delle scommesse ed è uno dei maggiori concessionari di gioco in Italia. Sarà “Premium Sponsor” delle Nazionali Italiane di Calcio fino a tutto il 2018.

Afferma il Garante, Filomena Albano: “Il binomio gioco - azzardo è già di per sé un’associazione sbagliata e fuorviante. Il gioco come espressione di svago, creatività e crescita è un diritto dei bambini e va promosso, a cominciare dal creare luoghi e contesti in cui è possibile incontrarsi e giocare. L’azzardo non è un gioco perché non risponde ai valori educativi e di sviluppo del benessere psico-fisico che riconosciamo al gioco, crea dipendenza ed espone a rischi”.
“Sembra quindi paradossale e profondamente sbagliata l’idea di associare all’azzardo la Nazionale di calcio che, peraltro, è notoriamente seguita dagli adolescenti – aggiunge -, e in particolare dai maschi, vale a dire dai giovani che risultano essere maggiormente attratti dall’azzardo. E’ una scelta che sembra vanificare le prime azioni di contenimento dei danni ad esso correlati sui giovani, come quella, ad esempio, di evitarne la pubblicità nei luoghi e nelle fasce orarie protette nelle tv generaliste”.

Conclude il Garante: “Il rischio di identificare l’azzardo come obiettivo finale della competizione sportiva è particolarmente alto, e altrettanto alto il rischio di produrre una vera e propria confusione di valori, associando esperienze e messaggi molto distanti tra loro e per certi versi antitetici. Non bisogna dimenticare che i ragazzi non possono aver sviluppato una consapevolezza che sia in grado di discernere l’assoluta distanza tra le due esperienze: quella della sana competizione sportiva da una parte e l’azzardo dall’altra. E’ anche una questione di rispetto dei ragazzi, personalità in evoluzione che dobbiamo aiutare, semmai, a non essere tratte in inganno”. 

Le altre reazioni. L’Adoc, con una nota, parla di “connubio molto pericoloso a livello d’immagine nel contesto della lotta al gioco d’azzardo e alle scommesse”.
“Guardiamo con profondo scetticismo alla sponsorizzazione della Nazionale di calcio da parte di un operatore del betting – dichiara Roberto Tascini, presidente dell’Adoc – al di là delle finalità dell’accordo, sicuramente nobili, espresse dalla Figc e da Intralot, a livello d’immagine e di impatto psicologico sui consumatori, in particolari minorenni e anziani, crediamo che sia quantomeno inopportuno collegare un simbolo dello sport per tutti gli italiani come la Nazionale di Calcio al mondo delle scommesse e dell’azzardo. Anche in ragione dei recenti scandali legati al calcio scommesse, che hanno irrimediabilmente compromesso la trasparenza e l’onestà del mondo dello sport e del calcio in particolare, ad avviso dell’Adoc ‘questo matrimonio non s’ha da fare’”.

Intralot sponsor della nazionale di calcio

Mettiamoci in gioco: "Segnale diseducativo". “L’accordo siglato tra Intralot e la Figc stupisce sia per la sua sottoscrizione sia per i termini con cui è stato presentato alla stampa e all’opinione pubblica. La ‘partnership’ tra le due organizzazioni è stata illustrata addirittura come un ‘progetto culturale fondato su valori autenticamente condivisi’, grazie al quale ‘sarà possibile avviare dei percorsi per dare forza a diversi progetti di utilità sociale e di interesse pubblico’”. Con questi presupposti, la campagna nazionale “Mettiamoci in gioco” (contro i rischi del gioco d’azzardo)chiede alla Figc quali siano i valori che il calcio condividerebbe con il gioco d’azzardo e se bastino un po’ di soldi in “progetti di pubblica utilità” per accettare la sponsorizzazione di una società che promuove un business talmente rischioso per i singoli cittadini e per la collettività che non meriterebbe certo di essere associato alla maglia della nazionale.
La Campagna domanda, inoltre, ai vertici del calcio italiano se abbiano “adeguatamente riflettuto sull’inopportunità di tale accordo soprattutto nei confronti dei tanti bambini e ragazzi che seguono e praticano questo sport”.
“Ci pare un segnale altamente diseducativo – conclude la campagna -, lanciato peraltro nel momento in cui tanti esponenti del mondo politico, istituzionale e della società civile si stanno battendo per il divieto assoluto di pubblicità del gioco d’azzardo. La Figc, invece, decide di andare in direzione opposta, fornendo una vetrina prestigiosa a un fenomeno che produce gravi danni sociali e sanitari”. 

Forum Famiglie: "Come dire ai ragazzi che l'azzardo fa male se poi lo ritroviamo sulle maglie dei loro idoli?". “Sarebbe bello che la Nazionale di calcio promuovesse insieme al Forum e alle associazioni che lavorano al contrasto di ogni dipendenza una campagna contro il gioco d'azzardo”. Così Gigi De Palo, presidente del Forum Famiglie, commenta la notizia dell’abbinamento dello sponsor Intralot con la Nazionale di calcio. “Sono certo che i nostri campioni, ed in particolare il capitano Buffon, non si tirerebbero indietro e metterebbero volentieri la faccia per il bene dei giovani – continua -. Non è pensabile che la Nazionale di calcio, simbolo di un intero Paese, amata e seguita dai nostri ragazzi, diventi una bandiera delle scommesse e dell’azzardo”.  “Già lo Stato fa cassa indegnamente su poker, slot e scommesse – sottolinea De Palo -. Ci piacerebbe che il presidente della Fgci ci riportasse ad essere i primi in Europa non per le scommesse o per il numero di slot (di cui già deteniamo il triste record europeo) ma per meriti calcistici”. E conclude: “Parliamo per esperienza diretta: le nostre associazioni incontrano quotidianamente famiglie ridotte sul lastrico dal gioco d’azzardo, padri, madri e figli distrutti dalla ludopatia. Come potremo dire ai giovani che il gioco d’azzardo fa male se poi lo ritrovano in evidenza sulle maglie dei propri idoli?”.

Fict: Non sporchiamo il gioco con il gioco d'azzardo. Il presidente Luciano Squillaci ricorda che la Federazione da tempo ribadisce il necessario e assoluto divieto della pubblicità del gioco d'azzardo". "Pertanto - spiega - riteniamo inaccettabile il recente accordo della Federcalcio con Intralot."  "Se non illegale - continua Squillaci - è davvero inopportuno che la nazionale di calcio persegua questo intento. I giocatori della nazionale sono un esempio da imitare per la maggior parte dei ragazzi soprattutto mi riferisco ai ragazzi problematici e con disagi diversificati, che hanno bisogno di valori puliti e riferimenti sani. I valori dello sport non possono essere inquinati, come dice il papa dobbiamo "mantenere la genuità dello sport".”Invito - conclude il presidente  - a non sporcare il "gioco" con il gioco d'azzardo””.

Lo sciopero del tifo delle Acli napoletane.
“Ci domandiamo – afferma il presidente delle Acli Napoli, Gianvincenzo Nicodemo - quali siano i valori che il calcio italiano possa condividere con una concessionaria del gioco d’azzardo: nessuno. Ci chiediamo come la Figc, che rappresenta il gioco più popolare del Paese, possa conciliare – a proposito di valori – un simile matrimonio, con il valore educativo dello sport”. Sono anni, infatti, che la società civile italiana attraverso 33 realtà nazionali, tra cui le nostre Acli , promuove la Campagna contro i rischi del gioco d’azzardo ‘Mettiamoci in Gioco’, per contrastare la diffusione del gioco d'azzardo e denunciarne gli effetti devastanti su molte persone, con una proposta di legge che vieti tutta la pubblicità sull'azzardo. Con questo accordo, il calcio ed i suoi eroi veicoleranno verso l’immenso pubblico di giovani e giovanissimi la pubblicità del gioco d’azzardo, contribuendo così all’ulteriore diffusione del gioco d’azzardo patologico, fenomeno largamente documentato ed i cui danni sociali sono già enormi”. 

“Siamo un popolo di tifosi, ma non siamo stupidi e non siamo disposti a tollerare che il mondo del calcio diventi l’autostrada che veicola i messaggi diseducativi e truffaldini del gioco d’azzardo. Aggiungiamo, timidamente - continua Nicodemo - che secondo noi l’accordo non porterà bene neanche al calcio la cui immagine di gioco popolare è già gravemente lesa da una dimensione affaristica, dall’enorme potere economico in campo e che spesso offende l’amore sincero dei tifosi. Immagine, che sarà ancor più compromessa da questo accordo che da l’ennesimo colpo proprio a quei valori di benessere, di limpidezza e di divertimento che il mondo dello sport ha l’onore, ma anche la responsabilità di rappresentare”. “E' per questo che le Acli promuoveranno uno sciopero del tifo finché la Figc non si ritirerà dall’accordo con Intralot e dica chiaramente che sta dalla parte del gioco e non dell’azzardo”, conclude.

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Tag: gioco d'azzardo, Sport

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