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Obesity day, i ragazzi incontrano i medici: "Malattia che va curata"

Al Bambino Gesù di Roma consulenze gratuite. I dati dellì'ospedale pediatrico: nel 55% dei oltre 2 ore seduti davanti alla tv o utilizzando tablet o videogame. Il 38%, secondo i genitori, pratica sport soltanto 2 ore la settimana

10 ottobre 2016

ROMA - Oggi, lunedì 10 ottobre, è l’Obesity day, la giornata nazionale di sensibilizzazione sul tema dell’obesità promossa da Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica). L’ospedale pediatrico Bambino Gesù aderisce con un suo punto informativo per fornire consulenze gratuite a bambini e ragazzi presenti insieme alle loro famiglie. Il punto sarà attivo presso la sede di San Paolo (viale di San Paolo Fuori le Mura 15, a Roma) dalle 15 alle 19 e si potranno incontrare i medici dell’Unità operativa di Educazione alimentare, Malattie epato-metaboliche, Endocrinologia e Medicina sportiva. L’evento, giunto alla 15esima edizione, ha lo scopo di ricordare che l’obesità non è un problema estetico, ma una malattia che va curata. Al centro della giornata l’importanza del fare movimento, soprattutto nei bambini.

Secondo gli ultimi dati di "Okkio alla salute", il sistema di sorveglianza promosso dal ministero della Salute, l’attività fisica e i comportamenti sedentari pur registrando una lieve tendenza al miglioramento nella sostanza rimangono invariati rispetto al passato. Il 18% pratica sport per non più di un’ora a settimana, il 42% ha la Tv nella propria camera, il 35% guarda la tv e/o gioca con i videogame più di 2 ore al giorno e solo un bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta. I numeri trovano riscontro nei dati del Bambino Gesù, relativi a giovani con obesità medio grave. Nel 55% dei casi si registrano attività sedentarie (guardare la televisione e utilizzo di tablet o videogame) che superano le 2 ore, mentre il 38%, secondo i genitori, pratica sport soltanto 2 ore la settimana.

La situazione in Europa e nel mondo. Si calcola che un bambino su tre, tra i 6 e i 9 anni, è in sovrappeso oppure francamente obeso. In tutto il mondo si stima che entro il 2025 i bambini in sovrappeso sotto i 5 anni passeranno dagli attuali 41 milioni a 70 milioni. In Italia su circa 50.000 bambini di età compresa tra gli 8 e i 9 anni, quasi il 10% è obeso (di cui il 2% circa a livelli gravi) e il 21% in sovrappeso. In Occidente, la crescita dell'obesità ha portato a un drammatico aumento delle patologie ad essa legate come la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) – comunemente fegato grasso – o la steatoepatite non alcolica (NASH), con danni correlati che possono essere anche molto gravi soprattutto se trasferiti fino all'età adulta (diabete, cirrosi epatica, sindrome metabolica, ipertensione, cardiopatie, retinopatie).

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