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Calcio, pugilato e thai boxe: quando lo sport significa integrazione

In occasione del "Terra di Tutti Film Festival", Bologna Cares! presenta due video che parlano di sport come strumento di integrazione. Saranno presentati questa sera all’evento per il lancio del nuovo dossier di Africa e Mediterrano dedicato a questi temi

14 ottobre 2016

- BOLOGNA - “Ormai la lingua comune è l’italiano. È in italiano che decidono i ruoli e gli schemi, è in italiano che si organizzano per gli allenamenti e per le partitelle con i ragazzi degli altri centri”. A parlare è Francesco Di Sirio, operatore presso il Cas di Crespellano per la cooperativa Arca di Noè, ideatore del Papa Giovanni Football Club, la squadra di calcio del centro di accoglienza straordinaria alle porte di Bologna. Un nome che è tutto un programma, considerato che si tratta di una squadra composta da più di 20 ragazzi tutti di religione musulmana: “Uno di loro ha disegnato il nostro gagliardetto e ha scelto questo nome, perché il centro è in via Papa Giovanni. Ci è piaciuto e l’abbiamo confermato. Abbiamo anche trovato uno sponsor, il bar Senza Nome, e ne siamo onorati: nella diversità, ci si aiuta sempre”, sorride. La partenza, in sordina, dal giardinetto intorno al Cas. Poi, il terzo posto al prima edizione del torneo Massimo Zaccarelli, i Mondiali Antirazzisti e la seconda edizione del torneo Zaccarelli, “che abbiamo vinto”, sottolinea Di Sirio. Nel frattempo, una manciata dei richiedenti asilo del Cas è entrato a fare parte a pieno titolo del Crespo Calcio, la società di Crespellano che milita in Terza Categoria: “Uno di loro è calciatore professionista, ma anche gli altri sono molto forti. Non hanno avuto problemi a ritagliarsi un posto in rosa. Questa esperienza dimostra come lo sport possa favorire l’integrazione”. La loro avventura è stata raccontata nel video “Calcio d’inizio” realizzato da Bologna Cares!

Sport e immigrazione

“La storia di Omar è la più bella che ho incontrato in 16 che faccio questo lavoro”, ammette Andrea Cavallini, educatore per la Società Dolce al dormitorio Beltrame e preparatore all’attività pugilistica alla palestra popolare annessa. Omar è nato in Costa d’Avorio nel 1996: l’anno scorso è entrato con un amico nella palestra per un primo allenamento. “Dopo un minuto che lo guardavo saltare la corda l’ho fermato: ero sbalordito. Omar mi ha raccontato che in Costa d’Avorio faceva pugilato già da diversi anni, e avrebbe voluto continuare. La sera ho chiamato tutti: un talento così puro è raro, e dopo averlo visto allenarsi tutti mi hanno dato ragione”. Oggi il ragazzo è iscritto alla Federazione pugilistica italiana: “Lo seguiamo con attenzione e lo faremo sempre. Lui è molto timido, estremamente umile e rispettoso. Non vogliamo incontri speculatori. Ma la sua strada è questa: può fare del pugilato il suo lavoro, questo sport gli può garantire un reddito”. Ahmed, invece, è nato in Senegal nel 1997: al Beltrame fa thai boxe, e ha ampissimi margini di miglioramento. “È generoso, tranquillo: ci piace pensare che sia merito anche dell’atmosfera che c’è in palestra”, spiega Cavallini. Omar e Ahmed sono i protagonisti di “Pregiudizi al tappeto”, video realizzato, anche in questo caso, da Bologna Cares!

“Calcio d’inizio” e “Pregiudizi al tappeto” saranno proiettati questa sera, venerdì 14 ottobre, durante l’appuntamento “Sport e immigrazione: tra razzismo e convenienza” (presso Dynamo, dalle 17.30 alle 21) organizzato per la presentazione del dossier di Africa e Mediterraneo dall’omonimo titolo. Tra i relatori, sociologi, giornalisti e rappresentanti dell’associazionismo sportivo. “La sfida del nuovo dossier della rivista – spiegano i redattori – è andare oltre gli stereotipi, i luoghi comuni ed esplorare le pratiche socio-culturali che riguardano la quotidianità dei migranti, con particolare attenzione ai legami sociali che si creano nel tempo libero dedicato allo sport”. Al termine sarà offerto un aperitivo realizzato da un ex richiedente asilo che oggi, ottenuto lo status di rifugiato, ha aperto un take away di cibo siriano a Bologna.

L’evento è inserito nel programma del Terra di Tutti Film Festival che dedica un’intera sezione al rapporto tra sport e integrazione. Tra gli appuntamenti in calendario, la proiezione di “Godfred”, documentario sul centrocampista ghanese del Bologna Fc Godfred Donsah; “Tanger Gool”, storia della squadra di calcio femminile di Tangeri; “Boxgirls”, sulle donne che, con i guantoni, in Kenya combattono contro le discriminazioni. (Ambra Notari)

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Tag: migranti

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