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"Cammelli a Barbiana", a teatro l’esperienza pedagogica di don Lorenzo Milani

A 50 anni dalla morte debutta lo spettacolo sul fondatore della Scuola di Barbiana. A portarlo in scena Luigi D’Elia e Francesco Niccolini. In prima nazionale il 12 novembre ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce, insieme a un convegno creato ad hoc con la Fondazione don Lorenzo Milani

19 ottobre 2016

LECCE - “Un racconto a mani nude e senza scena. Solo una sedia e un rosario, fabbricato con i legni dei boschi di Barbiana. Un racconto duro, amaro, ma allo stesso tempo intessuto di tenerezza per quel miracolo irripetibile che è stato Barbiana, con tutta la sorpresa negli occhi di quei ragazzi dimenticati che, un giorno, videro un cammello volare sulle loro teste”. Con queste parole Luigi D’Elia racconta “Cammelli a Barbiana”, lo spettacolo dedicato a don Lorenzo Milani, fondatore della Scuola di Barbiana, di cui è l’unico interprete e co-autore insieme a Francesco Niccolini. “È la storia di una scuola nei boschi, dove si fa lezione tra i prati e lungo i fiumi, senza lavagna, senza banchi, senza primo della classe e soprattutto senza somari né bocciati”, racconta Niccolini che, da anni, lavora, studia e scrive insieme a Marco Paolini, con cui ha realizzato lo spettacolo Itis Galileo e la versione tv del Vajont. Prima nazionale a Lecce, il 12 novembre ai Cantieri Teatrali Koreja (ore 21).

“Racconto di un ragazzo ricco, sorridente e pure bello, sempre in lotta con la scuola e la sua famiglia. I domestici di casa lo chiamano ‘signorino’ e a lui non va giù, ma è un figlio di papà che studia da pittore, al contrario dei ragazzi della sua età che vanno a combattere per Mussolini – aggiunge D’Elia – Eppure, sotto le bombe dell’estate del ’43 lascia la sua comoda e bella vita per farsi prete, senza immaginare che da lì a un decina di anni sarà esiliato in mezzo ai boschi dell’Appennino toscano dalla sua stessa Chiesa. Ma proprio lassù – continua – darà vita al miracolo della Scuola di Barbiana, diventando il maestro più rivoluzionario, dinamitardo e rompiscatole del Dopoguerra italiano”.

“Cammelli a Barbiana” è il primo spettacolo pensato per un pubblico adulto, dopo 4 narrazioni premiate tra i migliori lavori del teatro per ragazzi realizzate negli ultimi anni. “Questa storia per ora non è fatta per essere ascoltata dai bambini – concludono gli autori – ma agli adulti parla, per buona parte, proprio di bambini. E di un amore senza compromessi”. Alla regia ha lavorato anche Fabrizio Saccomanno. Lo spettacolo è distribuito da “Inti – Landscape of the moving tales, il nuovo progetto artistico dedicato alle storie, al racconto e ai valori del paesaggio e della memoria dei luoghi creato da D’Elia e Niccolini.

In occasione del debutto, il 12 novembre è in programma sempre ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce (via Guido Dorso 70) anche l’incontro “A Barbiana – Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”, che ospiterà tra gli altri la Fondazione don Lorenzo Milani con cui D’Elia e Niccolini hanno stretto un rapporto di condivisione dello spettacolo fin dalle prime fasi di lavoro. L’incontro sarà un’occasione per intrecciare racconti, esperienze e riflessioni intorno alla figura di don Milani. 

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Tag: don Lorenzo Milani, teatro

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