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Cascina abbandonata diventa casa per mamme sole e anziani fragili

Situata nel parco Lambro, è stata presa in carico da 4 organizzazioni non profit: ci saranno un caffé letterario, appartamenti per mamme sole con figli vittime di violenza, una casa per anziani fragili, orti gestiti insieme ai residenti. Dall'esperienza nato il Manifesto per "Una nuova idea di benessere sociale"

19 ottobre 2016

MILANO - Un caffé letterario, appartamenti per mamme sole con figli vittime di violenza, una casa per anziani fragili, orti gestiti insieme ai residente nel quartiere, punto parco. In programma iniziative culturali e di aggregazione aperte alle cittadinanza. Sarà tutto questo la Cascina Molino San Gregorio, all'interno del Parco Lambro, per tanti anni abbandonata a se stessa e ora in via di ristrutturazione, grazie all'intervento di quattro organizzazioni del non profit milanese: Consorzio Sir, Società Cooperativa Sociale Onlus; CeAS Centro Ambrosiano di Solidarietà Onlus; Cascina Biblioteca, Cooperativa Sociale Onlus; Consorzio CS&L, Cooperativa Sociale Onlus. La Cascina, di proprietà comunale, tornerà quindi ad essere luogo pubblico, in periferia. Da questa esperienza, le quattro organizzazioni hanno tratto spunto per lanciare a tutta la città il che è nato anche il manifesto “Una nuova idea di benessere sociale. Per Milano, insieme”. Presentato questa mattina alla Triennale, è già stato sottoscritto (sul sito molinosangregorio.it) da un centinaio di persone, tra cui il sindaco Beppe Sala. 

- "Quella di Cascina Molino San Gregorio non è un'operazione simbolica -sottolinea don Virginio Colmegna, consigliere del Centro Ambrosiano di Solidarietà, tra i promotori del Consorzio-, ma è un modo per creare quel cambiamento culturale, politico e sociale che Papa Francesco indica, a credenti e non credenti, nella sua enciclica Laudato si'. E' una sfida che parte dalle periferie, come il Parco Lambro, che non vogliamo siano viste solo come luogo di paura ed emarginazione, ma come luogo di benessere e coesione, capace di riprendere anche alcuni dei temi affrontati da Expo e poi troppo in fretta dimenticati". 

Chi sottoscrive il manifesto si impegna "quotidianamente a costruire spazi nei quali germoglino, crescano e si rafforzino gesti di cura, accoglienza, generosità e solidarietà". "Vogliamo luoghi in cui la bellezza dell’ambiente naturale e quella sprigionata dalla cultura siano messi a disposizione dei cittadini -continua il manifesto-, chiamati anch’essi a partecipare a questo grande progetto di nuova socialità. Ci impegniamo a realizzare questa nuova idea valorizzando spazi pubblici, beni comuni che appartengono a tutti, e che rischiano di rimanere isolati ed esclusi dalla vita della città e dei suoi abitanti. Luoghi preziosi, carichi di storia, di cultura e di identità del nostro territorio". (dp)    

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