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“Orfani bianchi”, quei ragazzi dell’est che aspettano i genitori emigrati

La protagonista del nuovo romanzo di Antonio Manzini è Mirta, badante moldava a Roma. Una giovane donna che ha lasciato in un piccolo villaggio suo figlio e l'anziana madre per cercare un futuro migliore in Italia. L’autore: “Spero che faccia conoscere un problema enorme di cui noi italiani non sempre siamo consapevoli"

20 ottobre 2016

MILANO - È una grande storia d'amore, struggente. Che tiene il lettore inchiodato alle pagine. La protagonista del nuovo romanzo di Antonio Manzini, "Orfani bianchi", è Mirta, badante moldava a Roma. Una giovane donna che ha lasciato in un piccolo villaggio suo figlio e l'anziana madre per cercare un futuro migliore in Italia. Una distanza lacerante, resa ancora più buia dal silenzio del figlio Ilie, dodicenne, che non risponde ai messaggi della madre.

- Ed è lui, Ilie, l'orfano bianco. Ossia orfano di fatto, pur avendo almeno la mamma. Ed è la condizione che vivono migliaia di bambine e bambini dell'Est europa, i cui genitori sono emigrati, lasciandoli da nonne, zie o, peggio, negli Internat, grigi orfanotrofi. Manzini è un romanziere e tale rimane anche con questa sua nuova fatica, che affronta un tema sociale scabroso. "Ho cominciato a pensare a questo libro conoscendo Maria, la signora che curava mia nonna – racconta -. Mi chiedevo che famiglia avesse, che cosa facesse suo figlio senza di lei". È stato anche in Moldavia, ha conosciuto alcuni orfani bianchi, ha visitato gli Internat, ha parlato con molte donne emigrate. "Spero che questo romanzo porti passione, sia capace di suscitare emozioni e faccia conoscere un problema enorme di cui noi italiani non sempre siamo consapevoli".

Manzini abbandona – momentaneamente - lo storico personaggio del suoi romanzi gialli, il vicequestore Rocco Schiavone, per farci conoscere Mirta. "Se alla fine del romanzo le vorrete bene per me sarà un bel risultato - sottolinea Manzini -. Non ho intenzione di scrivere altri libri su di lei. Sentivo però che dovevo darle voce". La storia di Mirta e suo figlio riserva al lettore parecchie sorprese e colpi di scena. E ci mostra anche quali sentimenti, rabbie, paure e piccole gioie si vivono nelle case in cui una persona anziana è stata affidata a un'altra, molto più giovane e proveniente da un altro Paese. Sono due mondi distanti, che a volte riescono, dopo pianti e dolore, a incontrarsi. "Orfani bianchi", edito da Chiaralettere è in libreria da giovedì 21 ottobre. (dp)

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