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Luca Colosio, il primo atleta Special Olympics alla maratona di New York

Luca ha subito 17 interventi agli occhi, è ipovedente e diabetico: per questo al suo fianco correrà il tecnico Mario Rumi. Non ci saranno il papà, la mamma e la sorella: “ Ci costa tanta fatica non essere fisicamente con lui, ma vogliamo che questa esperienza la viva da adulto, con il suo compagno d'avventura”

25 ottobre 2016

- ROMA - Luca Colosio ha 30 anni, è un atleta Special Olympics di Brescia e tra pochi giorni correrà alla maratona di New York. Si lascia alle spalle la sua paura di “non essere all'altezza, perché sono diverso dagli altri”. E si prepara a quei 42 chilometri, che il 6 novembre percorrerà con la forza e la determinazione di chi ha vinto già tante sfide e superato tanti ostacoli.

Luca ha subìto 17 interventi agli occhi, il primo a tre mesi, nell'arco dei primi 8 anni di vita. “Esperienze che l'hanno reso talmente forte che – ricorda la mamma, Martina – in occasione dell'ultima operazione, mentre stringeva la mano dell'infermiere che lo accompagnava in sala operatoria, mi disse 'mamma io vado da solo'. Il glaucoma congenito bilaterale gli ha causato, intorno agli 8 anni, la perdita di un occhio. Luca non dormiva se non attaccato al mio collo, non vedeva e le sue difficoltà lo hanno portato ad un attaccamento morboso, ad una continua ricerca di protezione. Ero chiusa in casa nel mio dolore, poi quando ho iniziato a vedere che Luca non aveva più amici ho deciso di abbandonare quello stato di apatia che non faceva stare bene me, la famiglia, ma soprattutto Luca. Mi sono imposta di aiutare mio figlio a 'camminare con le proprie gambe', cercando di renderlo più autonomo possibile; è stato difficile per entrambi ma se non lo avessi fatto Luca non sarebbe l'uomo che è oggi”.

Luca Colosio
Luca Colosio, primo atleta Special Olympics

Un percorso complicato quindi, ma ricco, che la mamma racconta così: “Luca si è qualificato per la Maratona di New York a seguito di un lungo iter, ma la sua partecipazione parte da molto lontano. Lui non ha imparato a camminare – racconta la mamma – ma direttamente a correre. Un bambino ospedalizzato, incanalato a fare cose che avessero una certa fisicità; esperienze che lo hanno portato a sviluppare un attaccamento morboso nei miei confronti ed una forte iperattività che scaricava proprio attraverso la corsa. Sotto la spinta di neuropsichiatri, abitando molto vicino – ricorda Martina – decidemmo di lasciarlo andare a scuola da solo. Luca, che aveva 10 anni, quel breve tragitto lo faceva correndo. Sempre lo stesso percorso ed in tanti, che ormai lo conoscevano, quando lo incontravano gli dicevano 'ma dove corri?'. E lui rispondeva: 'alla Maratona di New York'. Quel sogno, nato quasi per gioco, è diventato, negli anni, un chiodo fisso e noi, in famiglia, a spiegargli che era presto, che prendere parte ad una maratona prevedeva un duro lavoro di preparazione. Luca ha un carattere duro, è sempre stato molto determinato, quando si prefigge un obiettivo lo vuole portare a termine e già allora riuscì a strappare una nostra promessa: 'Quando compirai 30 anni faremo di tutto affinché tu possa realizzare il tuo sogno'. Io, come mamma, ho imparato a vedere il bicchiere sempre pieno, il lato positivo delle cose; c'è sempre una luce ed è quella che porta la serenità che permette ai nostri figli di stare bene e crederci sempre”. 

E ci hanno tanto creduto, Luca e a sua famiglia, che quel sogno tra pochi giorni si realizzerà: Luca ha computo 30 anni il 3 gennaio scorso e non ha mai dimenticato a promessa: “Pensavamo di essercela cavata l'anno scorso – prosegue la mamma – quando siamo stati a Los Angeles per assistere ai Giochi Mondiali Special Olympics”. Invece il sogno di New York era sempre lì, a crescere dentro il cassetto fino a non entrarci più. Così, “abbiamo messo Luca, che sarà il primo atleta italiano di Special Olympics a partecipare alla Maratona di New York, nelle condizioni di poter impostare un programma di lavoro dettagliato che tutt'ora sta svolgendo con Mario Rumi, tecnico dello stesso Team Special Olympics 'Bresciana non solo Sport', che correrà il 6 novembre, insieme a lui; una condizione essenziale dato che Luca, oltre ad essere ipovedente, ha il diabete di tipo 1 e dovrà pertanto, durante la stessa maratona, assumere integratori specifici. Condivideranno con Luca questa esperienza anche altri atleti, tra questi alcuni con sclerosi multipla; tutti atleti bresciani che sono stati sostenuti da 'Rosa e Associati', società che opera nel mondo dello sport, della salute e del benessere, e saranno presentati alla stampa, a Milano, il 28 ottobre prossimo”. 

La mamma Martina, il papà Ruggero e la sorella Chiara non saranno con Luca a New York: “Ci costa tanta fatica non essere fisicamente con lui, ma vogliamo che questa esperienza la viva da adulto, con il suo compagno d'avventura”.

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Tag: Special Olympics

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