:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Santa Lucia Basket, domani la prima gara del nuovo team di Cavagnini e Sanna

Il capitano: “La squadra è nuova e va rodata. Dobbiamo far crescere il vivaio. L’obiettivo principale è di riportare il Santa Lucia dove è stato negli ultimi vent’anni”. Appello a Cip e Comune di Roma per un nuovo campo da gioco

28 ottobre 2016

ROMA - Ci siamo. Domani, 29 ottobre, il nuovo assetto del Santa Lucia Basket scende in campo nella prima gara di Campionato di serie A di basket in carrozzina 2016/2017. I gialloblù giocheranno in casa, nella Palestra Basket della Fondazione Santa Lucia a Roma, in via Ardeatina 354 alle ore 17, contro il Santo Stefano-Banca Marche. “I nostri atleti ce la metteranno tutta in campo, nelle partite come negli allenamenti”. Ma quest’anno si gioca fuori dal campo la sfida più grande per lo storico team pluripremiato (una squadra di campioni, nata nel 1960, che negli anni ha ottenuto grandi riconoscimenti anche internazionali e che ha prestato molti atleti alla Nazionale italiana di basket in carrozzina; l’International Wheelchair Basketball Federation, IWBF Europe, inserisce il Santa Lucia nell’albo delle prime quattro squadre più forti d’Europa): la sfida più grande oggi è quella di continuare ad esistere e a rappresentare l’opportunità per molte ragazze e ragazzi di trovare in se stessi la forza di vincere, prima di tutto, la loro partita. E far parte come persone e come atleti di un grande progetto sportivo e sociale.

Santa Lucia basket. Cavagnini

Una passione straordinaria, e la responsabilità di sostenere il luminoso futuro di una squadra portata nel cuore prima ancora che sui colori della maglia, è quella che anima il capitano Matteo Cavagnini, che, insieme al presidente Mohamed Sanna Ali e anch’esso giocatore, ha accolto su di sé la gestione del team quando il direttore generale della Fondazione Santa Lucia Luigi Amadio ha dichiarato l’impossibilità di salvare la squadra per assenza di fondi. Il 22 luglio scorso la società sportiva Santa Lucia Ssd è stata ceduta a titolo gratuito ai giocatori. A Matteo e Mohamed, atleti tra i più forti del mondo che hanno partecipato ad Atene 2004 e Londra 2012, si deve il salvataggio della squadra. E, con l’aiuto di tanti, il suo rilancio. “Il Santa Lucia Basket è quello che mi ha ispirato in tutta la mia carriera – ci dice Cavagnini -, sono cresciuto con il mito di questa squadra e lì volevo arrivare. Vivere la sua morte non mi andava giù. Senso di responsabilità, sì, e tanta passione: è questa che a 42 anni ti spinge a batterti ogni giorno, a dormire poco di notte, a coinvolgere incessantemente le famiglie”.

La recente mobilitazione sui social media per il sostegno alla partecipazione della squadra al campionato 2016/2017 ha coinvolto oltre 6000 persone. Il 27 luglio 2016 la società ha lanciato l’iniziativa di raccolta fondi #BelliCarichi attraverso la piattaforma Retedeldono.it e un appello video, offrendo una risposta alle tante manifestazioni di solidarietà e richieste di partecipazione venute dai supporter L’obiettivo economico è fissato alla copertura parziale delle spese di start up per la partecipazione al campionato, da sommare all’indispensabile contributo degli sponsor.

Santa Lucia basket. Cavagnini 2

Capitano, a che punto è il crowfunding lanciato a fine luglio?
Dal crowfunding in sé non stiamo raccogliendo quanto ci aspettavamo. Ma, grazie ad esso, stiamo divulgando la nostra problematica e stanno arrivando molte donazioni.

Quali sono i primi obiettivi del nuovo team?
Obiettivo di quest’anno non è andare in finale, la squadra è nuova e va rodata. Abbiamo avuto molti tagli al budget, e di conseguenza ci siamo dovuti ridimensionare. L’obiettivo di quest’anno è quello di far crescere il vivaio. I giocatori sono cambiati. Abbiamo 4-5 ragazzi che si allenano e si sacrificano tutti i giorni, ascoltano tutto quanto cerchiamo di trasmettergli. Molti vengono da altre squadre romane, vogliono crescere con il Santa Lucia e si sono messi in gioco fino in fondo. Aver messo in piedi questo nuovo gruppo è al momento un bel traguardo. L’obiettivo principale è di riportare il Santa Lucia dove è stato negli ultimi vent’anni.

Che stagione si apre, adesso?
Quella che si apre adesso è una strada in salita, fatta di impegni e necessità concrete. Lo sforzo che stiamo facendo non ha, come detto, solo un obiettivo agonistico: si tratta di continuare a lavorare per veicolare i valori che fin qui ci hanno accompagnato. Per questo stiamo mobilitando tutte le energie e i contatti dei quali disponiamo, con l'obiettivo primario di trovare uno o più sponsor per la squadra, e al contempo, per ovviare ai bisogni più immediati, di raccogliere le espressioni di solidarietà provenienti dalla comunità.

Una necessità primaria è trovare un nuovo campo…
Sì. Ringrazio molto il dottor Amadio perché di fatto continua a farci usare lo stesso campo da gioco, ma siamo alla ricerca di un nuovo campo accessibile per allenarci tutti i giorni come una squadra di serie A deve fare. Ci rivolgiamo soprattutto al Cip, Comitato italiano paralimpico, e al Comune di Roma affinché ci aiutino a trovarlo.

Recentemente avete invitato i calciatori Torri, De Rossi e Florenzi: avete ricevuto una risposta?
Ancora non abbiamo avuto risposta, ma ci terremmo tanto ai tre calciatori: loro rappresentano la romanità e sarebbe bello che tenessero a battesimo la squadra. (ep)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Basket in carrozzina, Disabilità

Stampa Stampa