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Terremoto, il più forte dal 1980. Curcio: nessuna vittima, una ventina i feriti

Il punto a 4 ore dall’evento. “E’ dal 1980 che non ci confrontavamo con un terremoto di questa magnitudo”, dice il capo della Protezione civile. Nelle aree colpite dal sisma “la viabilità fortemente compromessa”, 15 mila utenze elettriche disalimentate

30 ottobre 2016

ROMA - “Sono passate 4 ore dall’evento. Confermiamo che non ci risultano vittime. Abbiamo circa una ventina di feriti, alcuni in codice giallo”. Lo dice Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile, facendo il punto con la stampa sul sisma che questa mattina alle 7.41 ha fatto tremare la terra al confine tra Umbria e Marche. 

CURCIO: E’ DAL 1980 CHE NON AVEVAMO QUESTA MAGNITUDO. “E’ dal 1980 che non ci confrontavamo con un terremoto di questa magnitudo”, dice il capo della Protezione civile.

CURCIO (DPC): CON 6.5 SERVE ASSISTENZA, E LO STATO LA DA’. Rispetto all’intensità della scossa di stamane “con questi valori le persone sono tutte fuori, chiedono assistenza” e “con una magnitudo da 6.5 serve assistenza, e lo stato la dà” dice Curcio in conferenza stampa dal Dicomac di Rieti, in onda su Sky Tg24. “Le frazioni sono state prevalentemente tutte raggiunte, qualcuna è isolata dal punto di vista stradale- prosegue Curcio- ma non risultano criticità particolari”. Ora, spiega il Capo della Protezione civile, “dobbiamo avere un quadro che passi da generale a particolare” e, con “un sospiro di sollievo perché non ci sono state vittime”, resta l’impegno per “l’assistenza alle persone nelle aree colpite” e quindi attualmente “lavoriamo ai servizi essenziali, la viabilità è stata aperta prima ai mezzi soccorso poi in seguito al resto del traffico veicolare”.

CURCIO: VIABILITA’ FORTEMENTE COMPROMESSA, 15 MILA UTENZE STACCATE. Nelle aree colpite dal sisma “la viabilità fortemente compromessa”, aggiunge il capo della Protezione civile. “Ci sono 15 mila utenze elettriche disalimentate e andranno verificate”, dice Curcio. 

CURCIO: ASSISTENZA FUORI DALLE AREE COLPITE.  Ribadiamo che l’assistenza alle persone deve avvenire fuori dall’area, si stanno individuando le soluzioni alberghiere migliori” dice il capo della Protezione civile, sottolineando che “non potremo assistere le persone nelle aree colpite”.

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