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Alluvione di Firenze, Rossi: “Costa meno prevenire che intervenire sui disastri”

Il governatore toscano a 50 anni dalla calamità che colpì la città: “Occorre prevenire e programmare per non essere travolti”

04 novembre 2016

FIRENZE - Cita Machiavelli il presidente della Toscana Enrico Rossi, parlando dell'alluvione che colpì Firenze e la Toscana cinquant'anni fa. "La lezione per la politica è chiara - dice - : prevenire e programmare per non essere travolti". Così insegnava lo storico, politico e filosofo della ragione di Stato tra Quattro e Cinquecento. E la Toscana lavora per la prevenzione, a partire da un corretto uso del territorio. 

Rossi è impegnato in questi giorni alle Azzorre nei lavori della Crpm, la Conferenza delle regioni periferiche e marittime d'Europa e dall'arcipelago portoghese nell'Atlantico interviene per ricordare l'impegno della Regione. "Dal 2012 – dice – come Toscana abbiamo deciso di spendere ogni anno 80-100 milioni per la sicurezza idrogeologica. Una scelta che in certi momenti mi è stata contestata, ma che voglio continuare a portare avanti finché sono presidente, perché costa meno la prevenzione che intervenire sui disastri".

Dal 1966, ammette Rossi, poco è stato fatto in Italia. "Certo  - sottolinea - se come io sostengo si creasse un ministero della prevenzione sul territorio, che potesse spendere dieci miliardi all'anno, di cui metà nella sicurezza sismica e metà per l'equilibrio idrogeologico, si potrebbe mettere in atto quella svolta necessaria a rendere il Paese meno fragile e esposto agli eventi avversi della natura. Ma intanto mentre lottiamo per chiedere al Governo questa svolta, facciamo al meglio tutto ciò che è nelle nostre possibilità".

Ricordando appunto il fiorentino Machiavelli, che scriveva dei fiumi rovinosi: "quando s'adirano, allagano e piani, ruinano gli alberi e gli edifizii, lievano da questa parte terreno, pongono da quell'altra: ciascuno fugge loro dinanzi, ognuno cede allo impeto loro senza potervi in alcuna parte obstare. [...] non resta però che li uomini, quando sono tempi quieti, non vi potessino fare provvedimenti e con ripari e argini, in modo che crescendo poi, o egli andrebbano per uno canale, o l'impeto loro non sarebbe né sí licenzioso né sí dannoso".

"Ricordare  - commenta Rossi - è il modo migliore per celebrare l'alluvione del '66 e ritrovare nella nostra storia migliore la forza e la determinazione per il lavoro che dobbiamo fare oggi". "Nei prossimi giorni  - annuncia e conclude - renderemmo chiaro a tutti lo stato di avanzamento dei lavori della Regione Toscana per l'assetto idrogeologico e la programmazione degli interventi dei prossimi anni".

 

 

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