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Terremoto: ansiolitici contro la paura. L’eccesso di generosità è un rischio

Aumento esponenziale nella vendita dei farmaci e dei rimedi naturali che favoriscono il sonno. Nelle Marche nuove farmacie rischiano di chiudere mentre arrivano camper e container per continuare a garantire il servizio. Appello di Federfarma: attenti alle donazioni di farmaci, rischiano di ingolfare la macchina dei soccorsi

08 novembre 2016

- ANCONA - Ansiolitici, tranquillanti e rimedi naturali che favoriscono il sonno: la loro vendita ha subito un’impennata in queste settimane, specialmente dopo le ultime scosse, su tutto il territorio sconvolto dal sisma e nei comuni vicini.
Per i bambini è più facile esternare l’alto grado di stress emotivo causato dal terremoto e da settimane di tensione e paura. Mentre gli adulti, quelli che di giorno combattono contro il tempo per rimettere insieme pezzi di vita andati in frantumi insieme ad abitazioni e posti di lavoro, di notte si affidano ai farmaci per prendere sonno. “E’ un fenomeno che rientra in questo ambito - spiega Pasquale D’Avella, presidente di Federfarma Marche - ed è trasversale: coinvolge giovani, anziani e persone adulte in eguale misura”.

E mentre di settimana in settimana diventa più corposa la lista delle farmacie chiuse per inagibilità, Federfarma Marche resta in prima linea per “garantire nel più breve tempo possibile – sottolinea D’Avella – il ritorno alla normalità”.
“L’ultima farmacia che ha chiuso, secondo i dati che arrivano a noi, è quella di Fiastra mentre una struttura di Ancona proprio ieri è stata dichiarata inagibile – continua -. Nonostante i danni subiti e la situazione di gravissimo disagio in cui sono costretti a operare, i colleghi che lavorano nei paesi terremotati stanno portando avanti splendidamente il servizio, in molti casi anche con grandi rischi: accade spesso, infatti, di dover rientrare nei locali lesionati, insieme ai vigili del fuoco, per recuperare i farmaci e poterli poi distribuire”.

“A quanto risulta da una prima ricognizione - scriveva il 27 ottobre Federfarma -, risultano danneggiate e, almeno in parte inagibili, le farmacie di Ussita, Muccia, Pieve Torina, Camerino, Norcia, Preci e Cascia, in provincia di Perugia”. Da quel giorno ci sono state altre scosse, nuovi crolli ed edifici che fino a quel momento avevano resistito, si sono aggiunti alla lista delle strutture non più utilizzabili. Ma alle nuove emergenze corrispondono anche nuovi interventi.
“Abbiamo avviato un servizio con i camper - spiega Pasquale D’Avella - e stiamo approntando i container. Uno è già operativo a Montegallo, 2 sono stati consegnati a Visso e Muccia e presto ne arriveranno altri: ne abbiamo ordinati 5 e stiamo aspettando le disposizioni della protezione civile per sapere dove consegnarli. Quello adibito a farmacia è un container speciale: coibentato, dotato di aria condizionata, impianto elettrico e tutto quanto necessario per la conservazione dei medicinali”.

Aiuti sì, ma molto mirati. Come già accaduto nel reatino dopo il sisma del 24 agosto - sottolinea Pasquale D’Avella rilanciando un appello diffuso nei giorni scorsi da Federfarma -  anche nelle zone del maceratese colpite dalla doppia scossa di fine ottobre si sono registrati episodi di ‘generosità in eccesso’, che rischiano di ingolfare la macchina degli aiuti. E’ il caso di quei privati che, a titolo personale, raggiungono le aree terremotate con scatole piene di medicinali raccolti con le collette. Queste iniziative confermano una volta di più il grande cuore degli italiani, ma rischiano di creare problemi più che risolverli. Tali raccolte, infatti, finiscono per mettere assieme farmaci e prodotti dei quali non c’è reale bisogno nelle zone terremotate, dove invece le necessità sono estremamente specifiche. In molti casi, inoltre, i medicinali che vengono donati hanno scadenze ravvicinate e devono essere smaltiti. Il risultato è che la macchina degli aiuti viene appesantita anziché alleviata”.

“Nelle aree colpite - spiega Federfarma - non c’è bisogno di farmaci perché le riserve già presenti bastano a soddisfare tutte le necessità”.
“Non va dimenticato - sottolinea D’Avella - che la Regione Marche ha disposto per queste zone misure speciali (dall’esonero da ogni forma di compartecipazione alla gratuità dei farmaci di fascia C e Cbis) che già consentono agli assistiti di accedere all’assistenza farmaceutica senza oneri. La filiera, poi, funziona regolarmente e le farmacie, anche quando costrette a lavorare in sistemazioni di fortuna, assicurano alle popolazioni un rifornimento costante”.
Una richiesta? “Mettere in campo tutte le risorse a disposizione per riprendere il servizio farmaceutico il prima possibile in tutti i centri”. (Teresa Valiani)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: terremoto, Solidarietà, Farmaci

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