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Disabilità, "bar al buio" a Montecitorio: Marazziti invita i colleghi parlamentari

Mario Marazziti, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, invita i colleghi parlamentari e chiunque lo desideri a prendere un caffè nel "Bar al buio" della Cooperativa Irifor che si occupa di persone non vedenti e ipovedenti

09 novembre 2016

- ROMA - Mario Marazziti, Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, ha invitato i colleghi parlamentari e chiunque lo desideri, a prendere un caffè nel "Bar al buio" della Cooperativa IRIFOR che si occupa di persone non vedenti e ipovedenti.

Il "Bar al buio", un progetto per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla condizione delle persone che vivono forme più o meno marcate di disabilità visiva, si torva infatti da oggi e fino a domani in piazza Montecitorio, dalle 9 alle 19. Prendere un caffè o bere una bibita in questo bar speciale è un modo per sperimentare per un momento la condizione della disabilità visiva, ma allo stesso tempo per scoprire la forza degli altri sensi, spesso relegati in secondo piano dalla vista.

Ma è anche un modo per ragionare insieme su come continuare, anche in Parlamento, un lavoro comune di sensibilizzazione e sostegno a chi vive questa condizione di disabilità. Alle 11 in Piazza Montecitorio gli operatori della Cooperativa IRIFOR, Mario Marazziti e alcuni deputati hanno accolto i partecipanti nel "Bar al buio", che più tardi riceverà anche la visita della presidente della Camera Laura Boldrini.

Dark on the road - Bar al buio

“Il Bar al buio è un’esperienza intensa ed emozionante – afferma Mario Marazziti - Al buio cresce la capacità di percezione con gli altri sensi, senti di più e ti fai prendere per mano e accompagnare in questa esperienza. Ti affidi a chi vive una condizione di disabilità visiva e nell’oscurità ‘vede’ per te” e ti fa percepire per un attimo come si vive al buio e come utilizzare al massimo gli altri sensi, rendendo tutto questo una risorsa. Ho invitato la cooperativa IRIFOR davanti alla Camera dei Deputati - spiega ancora - per offrire ai colleghi parlamentari e a chiunque lo desideri la possibilità di fare questa esperienza. Ma è anche un modo per ragionare insieme su come continuare, anche in Parlamento, un lavoro comune di sensibilizzazione e sostegno a chi vive questa condizione di disabilità. A partire da un aggiornamento della legge del 1985 che disciplina il collocamento dei centralinisti telefonici non vedenti, da adeguare alle nuove esigenze del mercato del lavoro e al progresso tecnologico nel settore. Una cosa su cui occorre intervenire la più presto, dopo l’esame della legge di Bilancio”.

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