Cibo biologico, richiedenti asilo a servire: è il biobar "La buona Luna"

È aperto da appena due settimane a Sondrio, ma fin dal primo giorno ha registrato il tutto esaurito. In cucina, al bar e a servire ai tavoli ci sono dieci giovani: cinque italiani e cinque richiedenti asilo. "Anche l'arredamento è frutto del nostro lavoro, realizzato con materiale riciclato o restaurato da noi”

11 novembre 2016

- MILANO - È aperto da appena due settimane, ma fin dal primo giorno ha registrato il tutto esaurito a pranzo. I clienti sono attratti dal menù stuzzicante, dal cibo biologico o a chilometro zero e dal clima fresco e un po' alternativo che si respira nel locale. In cucina, al bar e a servire ai tavoli ci sono dieci giovani: cinque italiani e cinque richiedenti asilo. Il biobar "La buona Luna" di Sondrio è partito col piede giusto. Sabato 12 novembre l'inaugurazione ufficiale, con degustazioni e musica, dalle 15.30 alle 20. "Siamo il primo bio bar delle città e, probabilmente, anche il primo con un personale africano -sottolinea Nadia Lotti, coordinatrice del progetto-. Proponiamo una cucina naturale, con ricche colazioni al mattino, merende, il pranzo e gli aperitivi".
Dagli involtini di verza alla zucca e patate al radicchio stufato con uvetta e nocciole, dal pane ai dolci, tutto è preparato direttamente dai giovani cuochi. "E anche l'arredamento è frutto del nostro lavoro -aggiunge Nadia-. L'abbiamo realizzato con materiale riciclato o restaurato da noi".

Biobar la buona luna - Portate

La storia del bar "La buona Luna" inizia nell'estate del 2015, quando il Prefetto chiede alla fattoria sociale e didattica LunAlpina, situata sul colle di Triangia (poco sopra Sondrio), di ospitare una decina di profughi. "Fino ad allora ci eravamo occupati di attività per gli adulti, per i giovani e per le scuole sui temi dell'ecologia, dell'alimentazione naturale e dell'autoproduzione -spiega Nadia-. Quando sono arrivati i profughi non abbiamo fatto altro che coinvolgerli. Abbiamo inoltre organizzato con loro corsi di cucina, di danza, di percussioni. Abbiamo realizzato uno spettacolo teatrale e ci siamo esibiti a Expo". Nel frattempo i profughi hanno fatto richiesta d'asilo. "Visto che i tempi della burocrazia si stavano allungando e loro stessi ci chiedevano di poter lavorare per avere un reddito, abbiamo deciso di aprire il bio bar". Dopo altri corsi, l'aiuto dei fornitori e di alcuni consulenti, La buona Luna ha aperto i battenti in via Mazzini 7, poco distante dalla stazione ferroviaria.

"Non tutti i nostri clienti sanno che tra i camerieri o i cuochi ci sono richiedenti asilo -precisa Nadia-. Vogliamo che la gente ci apprezzi per quel che offriamo nel piatto. L'aspetto sociale della nostra attività è fondamentale, ma non è quello che proponiamo ai clienti". (dp)

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