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Armi e servizio civile: 10 emendamenti di "pace" alla legge di Bilancio

Sono stati presentati da 13 deputati, che aderiscono anche al gruppo trasversale dei “Parlamentari per la pace”. Tra le tante cose, gli emendamenti chiedono di ridurre gli stanziamenti per i sistemi d'arma, di cancellare lo stanziamento per gli F35, l'aumento del 20% della tassa sul porto d'armi, di aumentare il fondo per il servizio civile, di rifinanziare i corpi civili di pace , ecc…

14 novembre 2016

- ROMA - Sono 10 gli emendamenti “di pace” alla legge di Bilancio, attualmente in discussione alla Camera, presentati da 13 deputati di Sinistra Italiana, Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Democrazia solidale- Centro Democratico, Possibile e Alternativa Libera del Gruppo Misto, che aderiscono anche al gruppo trasversale dei “Parlamentari per la pace”. Ne dà notizia sulla sua pagina Facebook il deputato di SI Giulio Marcon, che è anche tra i promotori del gruppo trasversale.

Gli emendamenti sottoscritti dai deputati (alcuni tutti, altri solo alcuni) – scrive l’on. Marcon - chiedono di ridurre gli stanziamenti per i sistemi d'arma (prima firmataria l’on. Donatella Duranti - SI) e di cancellare lo stanziamento (660milioni per il 2017) per gli F35 (prima firmataria l’on. Tatiana Basilio – M5S). I parlamentari per la pace chiedono anche l'aumento del 20% della tassa sul porto d'armi (primo firmatario l’on. Giorgio Airaudo - SI) e di cancellare la riduzione dell'IRES (prevista nella legge di bilancio) per le imprese che hanno un fatturato per oltre il 50% derivante dal commercio delle armi (primo firmatario l’on. Giuseppe Civati – Possibile Gruppo Misto)”.

I deputati chiedono anche di aumentare di almeno 140 milioni il fondo per il servizio civile (primo firmatario l’on. Marcon), di rifinanziare i corpi civili di pace per 3 milioni, (primo firmatario sempre l’on. Marcon a cui si deve anche l’emendamento del 2013 che li fece istituire), di stanziare 1,5 milioni per la difesa civile e non armata (primo firmatario Marcon), 60 milioni per la cooperazione delle ONG per i progetti di peace building (prima firmataria l’on. Luisa Bossa - PD) e 5 milioni per l'educazione alla pace nelle scuole (primo firmatario l’on. Giorgio Zanin - PD). Un altro emendamento riguarda la costituzione di un fondo di 50 milioni presso il Ministero dello Sviluppo Economico per la riconversione dell'industria militare (primo firmatario l’on. Massimo Artini - Alternativa Libera Gruppo Misto). Oltre ai primi firmatari, sostengono questi emendamenti i deputati Stefano Fassina e Gianni Melilla del gruppo di Sinistra Italiana, Luca Pastorino di Possibile - Gruppo Misto, Mario Sberna di Democrazia Solidale-Centro Democratico e Filippo Fossati del Partito Democratico.

“I parlamentari per la pace che presentano questi emendamenti – spiega ancora Marcon - chiedono una ‘manovra pacifista’ e ritengono che i temi della pace e del disarmo debbano entrare pienamente nella legge di Bilancio, che debbano essere ridotte le spese militari, che vadano stanziate adeguate risorse al servizio civile e all'educazione alla pace e che vada istituita la difesa civile e non armata in attuazione dell'art. 52 della Costituzione”. L’on. Marcon è anche tra i promotori della Campagna “Sbilanciamoci!” che domani 15 novembre alle 13 presenterà alla Camera dei Deputati la sua “contromanovra 2017”.

Intanto sempre alla Camera, in Commissione Affari Sociali, lo scorso 9 novembre è stato approvato un emendamento che aumenta di 100 milioni per ciascuno dei prossimi tre anni il Fondo nazionale per il servizio civile. L'emendamento, che vede come prima firmataria l'on. Anna Margherita Miotto e i suoi colleghi del Partito Democratico Edo Patriarca, Giulia Narduolo, Paolo Beni, Elena Carnevali, Salvatore Capone, Piazzoni, Paola Bragantini, Elisa Mariano, Gero Grassi e Paola Boldrini, punta ad uno stanziamento complessivo per il 2017 per il servizio civile di 211 milioni. (FSp)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: servizio civle, Pace, Giulio Marcon

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