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Al via l'Happening della solidarietà, "nuove strade per migliorare la società"

Happening della solidarietà, prima giornata promossa dalla rete Sol.co. Passantino: “Occorre dare nuove opportunità a chi è in povertà, favorire l'inclusione sociale e promuovere uno sviluppo sociale"

25 novembre 2016

CATANIA - Quanto può essere significativo il ruolo del terzo settore nel suo sforzo costante di rispondere ai bisogni sociali forti del territorio come povertà e immigrazione? A partire da questa domanda diversi rappresentanti del privato sociale si sono confrontati aprendo, presso il centro fieristico Le ciminiere di Catania, la prima giornata del 17° Happening della Solidarietà promosso dalla rete Sol.co. Al centro del dibattito  sul tema "riGenerare dalle differenze, paradigmi per la coesione, l’inclusione e lo sviluppo" la  povertà, il lavoro, l’impresa giovanile, il welfare, l’integrazione, l’immigrazione.

“Rigenerare è un tema importante che ci mette tutti in discussione - ha detto nel suo saluto Francesco Passantino presidente di Sol.co -. Rigenerare dalle differenze vuol dire anche dare nuove opportunità a chi è in povertà, favorire l'inclusione sociale,  promuovere uno sviluppo sociale. Se veniamo messi nelle condizioni di farlo il nostro periodo storico è il momento più facile per aprirsi alle nuove sperimentazioni per creare ed aprire nuove strade che possano dimostrare come sia ancora forte la voglia di migliorare questa società”.

Rigenerare dalle differenze- XII Happening della solidarietà. Convegno

“Sul sociale abbiamo aperto una stagione significativa anche se c'è ancora molto da fare - sottolinea Edoardo Patriaraca, parlamentare della commissione affari sociali -. C'è un pacchetto di leggi che stanno andando in una buona direzione rafforzando temi importanti come il welfare aziendale che rafforza le coop, il dopo di noi, l'accompagnamento dei care giver, lo spreco alimentare, il ciberbullismo, il commercio equo solidale. C'è tutto un movimento positivo, infatti, che coinvolgerà sempre di più il terzo settore, rendendolo un attore significativo del sistema. I grandi temi sociali in questo modo ritornano ad essere prevalenti se si ricostruiscono le giuste sinergie ed alleanze. Tutte le nuove riforme richiederanno l'impegno serio delle  pubbliche amministrazioni che dovranno aprire i cantieri di collaborazione con il terzo settore con nuovi strumenti che devono essere il frutto della crescita delle competenze”.

Le donne si impegnano sempre di più nella cooperazione soprattutto nel settore dei servizi – anche come auto-imprenditorialità - afferma Dora Iacobelli presidente della Commissione Donne e Parità dell’Alleanza Cooperative Italiane -. Registriamo, infatti importanti buone pratiche nel quadro del miglioramento delle condizioni di lavoro femminile che garantiscono  equilibrio tra i tempi di vita e quelli del lavoro.  Le cooperative sociali sono quindi un attore importante del welfare della conciliazione di lavoro e famiglia, collocandosi come un importante interlocutore con le istituzioni”. Il tema più emergente resta quello di riuscire a fronteggiare la povertà.

“La povertà va vista da più punti di osservazione per capirla in fondo come fenomeno sociale - afferma Paolo Rozera direttore generale Unicef Italia -. I minori sono quelli che pagano certamente il prezzo più alto. 385 milioni sono  i minori in povertà estrema nel mondo. 25 mila i minori in Italia molti dei quali irreperibili. La povertà è la principale causa per cui a un bambino oggi gli vengono tagliate le gambe al suo futuro. Il problema si può affrontare solo se tutti gli attori si mettono insieme attorno al tavolo per costruire un mondo a misura di bambino”.

Di povertà ma anche di immigrazione ha parlato Walter Nanni responsabile Ufficio Studi Caritas Italiana. “Oggi la povertà ha colpito  anche il ceto medio che si è confrontato per la prima volta  con i servizi sociali - spiega . Alle nuove e vecchie povertà si è aggiunta poi la grande ondata umanitaria dei rifugiati. Tutto questo ha creato difficoltà al mondo del volontariato che conta su meno volontari. In senso assoluto non possiamo parlare di emergenza immigrazione ma la qualità dei servizi di accoglienza  deve migliorare e non può essere lasciata ai volontari o a poche realtà del privato sociale. Ciò che è ancora più grave è che dobbiamo fare i conti con il vuoto della politica europea che non sostiene l'accoglienza rispetto ad un Italia che si sforza di rispondere a questi bisogni”. 

Dobbiamo capire se l'immigrazione deve essere considerata dalle nostre istituzioni un'opportunità o meno – aggiunge Francesco Passantino -. Abbiamo 7 Sprar ma per lavorare abbiamo bisogno di risorse economiche che sostengano in maniera continuativa e costante i nostri servizi. Purtroppo i gravi ritardi dei rimborsi pubblici spesso ingolfano ed incrinano il sistema facendo subire ai nostri operatori un ulteriore disagio sociale”.

Sul tema ha proseguito anche il parlamentare Patriarca. “Gli ingressi di immigrati nel nostro paese arriveranno ad oltre 150 mila ma non siamo in un emergenza drammatica perchè sono numeri sostenibili – dice -. E' un fenomeno che ci accompagnerà per i prossimi 20 anni davanti al quale dobbiamo accettare la sfida  di valorizzare queste presenze  in risorse umane costruttive.  Il futuro sono sicuramente gli immigrati nel quadro di un paese che invecchia. Il problema serio resta quello di capire se per l'Europa la gestione dei flussi migratori è un fenomeno condiviso o è soltanto nostro”. “Anche la cooperazione nell'ambito dei percorsi di accompagnamento delle donne immigrate vittime della violenza – aggiunge infine Dora Iacobelli - potrebbe dare un contributo significativo. Speriamo che ci sia realmente una destinazione specifica di risorse su un tema su cui vogliamo dare un sostegno concreto”. (set)

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