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Giornata del Parkinson. In Italia un network di ricerca per nuove cure

In Italia colpite oltre 200 mila persone e i casi sono in aumento. Cinque università insieme per studiare cure e assistenza. E la Michael J. Fox Foundation rilancia il “Fox trial finder” un database per la ricerca online di volontari disposti a sottoporsi a sperimentazioni cliniche

26 novembre 2016

box ROMA - Anche l’Italia ha un network di eccellenza per lo studio, la ricerca, la cura e l’assistenza ai malati di Parkinson o affetti da parkinsonismi. Tre centri universitari pubblici, quali l’Università di Genova, Perugia, Pisa, e due privati, a Vicenza e Gravedona (Como), sono da oggi in rete e saranno attivamente impegnati dagli inizi del 2017 nel reclutamento di 200 pazienti ciascuno nell’arco di due anni. Un obiettivo possibile visto l’elevata incidenza di malattia in Italia: 300 casi su 100 mila abitanti, di cui 250 forme di Parkinson cui si aggiungono i parkinsonismi, per un totale di oltre 200 mila pazienti. 

“Il progetto intende sviluppare una ricerca d’avanguardia con protocolli clinici condivisi - spiega una nota -. Questi protocolli saranno fruibili da tutti i pazienti delle diverse strutture e consentiranno di porre le basi per un lavoro internazionale di squadra, fra esperti Italiani – dove la National Parkinson Foundation (NPF), una associazione di pazienti americana, svolgerà il ruolo di supervisore scientifico – e mondiali, che possa cambiare la storia della malattia. Ovvero la rete dei 5 centri collaborerà ad un programma di continuo miglioramento delle cure nella cornice del “Parkinson Outcome Project”, il più vasto studio clinico sul Parkinson mai condotto (già oltre 7000 pazienti arruolati)”. 

Ma non solo: la Michael J. Fox Foundation  rilancia in Italia il ‘Fox Trial Finder’, il più grande database esistente sulla malattia di Parkinson per la ricerca online di volontari disposti a sottoporsi a sperimentazioni cliniche. L’incrocio, chiamato tecnicamente ‘match’, di informazioni cliniche e disponibilità terapeutiche permetterà di abbinare lo ‘studio giusto’ al ‘paziente giusto’. Il progetto di reclutamento, partito un anno fa, ha raccolto 60 mila volontari nel mondo, 1.000 solo in Italia di cui 700 con malattia di Parkinson o parkinsonismi atipici e 400 volontari per il gruppo di controllo, provenienti da 50 centri di riferimento, reperibili al sito del progetto: www.trialfinder.org. 

“La collaborazione italiana con la MJFF è attiva dallo scorso marzo – precisa la dottoressa Laura Avanzino, ricercatrice presso il Dipartimento di Medicina sperimentale dell’Università di Genova – e in questi primi mesi di attività ci siamo dedicati soprattutto a sensibilizzare i pazienti alla conoscenza e adesione a questo prezioso strumento web e a incentivare l’iscrizione anche fra esperti e ricercatori. Questo, al fine di creare un’‘alleanza’ che consenta al paziente di far conoscere la ‘sua’ malattia in maniera dettagliata e al ricercatore di trovare dei ‘match’ con pazienti iscritti al progetto, perfettamente idonei al proprio trial clinico. Abbiamo, infatti, anche pubblicato alcuni studi e, laddove necessario provveduto a una traduzione italiana per renderli più fruibili ai pazienti italiani, ma soprattutto per beneficiare al meglio da questo strumento web che ha lo scopo di facilitare, velocizzare il processo di reclutamento di nuovi pazienti e avviare studi o la creazione di nuovi farmaci per il miglior controllo della malattia di Parkinson”.

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Parkinson

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